Il decreto legislativo approvato ad agosto ha introdotto la possibilità di una no-tax area per la Regione, ma le associazioni sindacali avvertono che, nella pratica, le aliquote locali rimangono sbilanciate. Durante l’incontro tenutosi il 22 ottobre al Ridotto delle Muse di Ancona, la segretaria generale della UIL Marche, Claudia Mazzucchelli, ha ribadito l’urgenza di una revisione della struttura fiscale, soprattutto per i giovani e per le famiglie a basso reddito.
Lo studio della UIL su sei comuni marchigiani
Un’indagine condotta su Ancona, Urbino, Ascoli Piceno, Macerata, Fermo e Pesaro ha mappato il peso complessivo di IMU, TARI, servizio idrico, asili nido, mense scolastiche e addizionali IRPEF comunali e regionali. I risultati mostrano che una famiglia con reddito annuo di 20 000 €, ISEE a 15 000 € e un immobile di proprietà arriva a destinare quasi 13 % del proprio reddito alle imposte locali. Quando il reddito raddoppia, la percentuale scende sotto l’8 %.
Esempi concreti di disparità
Ad Urbino, la pressione fiscale per il nucleo descritto è del 12,94 %, contro il 7,87 % di una famiglia con il doppio di reddito. A Ancona la differenza è dal 11,81 % all’7,12 %. Anche Ascoli Piceno (11,72 % vs 7,42 %), Macerata (11,25 % vs 6,95 %), Fermo (10,76 % vs 6,70 %) e Pesaro (10,56 % vs 7,14 %) confermano lo stesso squilibrio.
Le richieste della UIL Marche
Mazzucchelli ha proposto di avviare una contrattazione sociale reale con regioni e comuni, prima della chiusura dei bilanci, per definire priorità e coperture. L’obiettivo è rendere effettiva la progressività sancita dall’articolo 53 della Costituzione, evitando che gli aumenti salariali conquistati nei contratti collettivi vengano erosi da una fiscalità locale non differenziata. “Non vogliamo meno tasse e meno servizi, ma una distribuzione più giusta”, ha dichiarato.
Il tavolo di confronto del 22 ottobre
L’evento, intitolato “Ora basta! – Meno pressione fiscale su salari e pensioni”, ha riunito i protagonisti del dibattito: Santo Biondo (segretario confederale UIL nazionale), Francesco Acquaroli (presidente della Regione Marche), Marco Fioravanti (presidente regionale ANCI), i professori Antonio Di Stasi e Fabio Fiorillo dell’Univpm, e Franco Pesaresi, direttore dell’ASP “Ambito 9”. Tutti hanno discusso su come le amministrazioni possano attuare modifiche concrete alle soglie di esenzione, alle tariffe dei servizi e alle aliquote dell’addizionale IRPEF.
Verso una fiscalità più equa
Secondo la UIL, la sfida non è ridurre le entrate, ma distribuirle secondo la reale capacità contributiva. La proposta è di creare un percorso di confronto, comune per comune, che parta dall’analisi dei bilanci locali e individui le priorità condivise, per poi tradurle in impegni verificabili. In questo modo, la difesa di salari e pensioni si estende a ciò che resta effettivamente nelle tasche dei cittadini dopo le imposte e le spese per i servizi essenziali.



