Il collegio del Tar Marche ha comunicato ieri mattina che la causa relativa al progetto dell’impianto di trattamento e recupero rifiuti a Jesi è stata trattenuta in decisione. In pratica, il giudice ha deciso di posticipare il pronunciamento, rimandando la definizione del caso a qualche settimana o, al più tardi, alla fine dell’anno.
Il ricorso è stato presentato da Edison Next Recology contro il rigetto espresso dal Comune di Jesi, dalla Provincia di Ancona e dalla Conferenza dei Servizi. Il progetto prevedeva la costruzione di una piattaforma nella zona industriale Zipa, in via dell’Industria, destinata al trattamento di rifiuti pericolosi e alla bonifica di terreni contaminati, compreso l’amianto.
Udienza al Tar Marche e decisione sospesa
Durante l’udienza, i magistrati hanno esaminato i documenti presentati dalle parti e hanno ascoltato le argomentazioni dell’avvocato Paolo Cognigni, rappresentante dell’Assemblea Permanente Stop Edison. Dopo un lungo dibattito, il collegio ha concluso che non è ancora possibile emettere un provvedimento definitivo, lasciando così la questione in sospeso.
La decisione di posticipare il giudizio non implica alcuna vittoria per la multinazionale; al contrario, richiede ancora la verifica di tutti i rilievi sollevati dagli enti locali e dalla cittadinanza. Come ha osservato Massimo Gianangeli, presidente del Comitato Tutela Salute e Ambiente Vallesina, “anche se il Tribunale dovesse accogliere Edison, l’azienda dovrebbe comunque ricominciare l’iter autorizzativo da capo”.
La protesta dell’Assemblea Permanente Stop Edison
Davanti al Teatro delle Muse di Ancona, vicino alla sede del Tar, sono radunate circa una cinquantina di persone appartenenti all’Assemblea Permanente Stop Edison. I manifestanti hanno tenuto un sit-in, alzando striscioni con slogan come “Fermare l’impianto, liberare la città” e “Il profitto uccide la salute”.
Il portavoce Paolo Gubbi ha ricordato che la mobilitazione è nata da un piccolo comitato di quartiere e si è poi trasformata in un movimento cittadino: “A Jesi non si è mai visto un attivismo così grande; continueremo a vigilare finché il ‘no’ definitivo non verrà confermato”.
Mario Muscoloni, uno dei fondatori dell’Assemblea, ha espresso delusione per l’assenza di rappresentanti istituzionali: “È un peccato che l’Amministrazione non si sia unita a noi oggi; la salute dei nostri figli è la priorità”.
Possibili scenari giuridici e dichiarazioni delle parti
Secondo le previsioni di Massimo Gianangeli, il Tribunale potrà prendere una di due decisioni: confermare il “no” già espresso dalla provincia e dal comune o annullare la determina negativa, costringendo però Edison a ripetere l’intero iter autorizzativo per ottenere una nuova concessione.
Nel caso in cui il giudice dovesse annullare la determina, l’azienda ha richiesto la nomina di un perito terzo per una valutazione tecnica del progetto, sottolineando la propria “validità” nonostante il sito di via dell’Industria fosse già stato ceduto a un’impresa locale del settore dei rifiuti.
Il Comune di Jesi ha commentato la decisione del collegio con ottimismo cautelativo, affermando che “rimane la bontà del lavoro fatto, sia in aula consiliare che in quella di Tribunale”, e sottolineando che il pronunciamento non arriverà immediatamente.
Nel frattempo, l’Assemblea permanente prosegue la propria attività di vigilanza, pronta a intervenire in ogni fase del procedimento, anche se dovesse essere richiesto un ricorso al Consiglio di Stato.



