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Seduta contestata ad Ascoli: tensione su Palazzo Saladini Pilastri

Il Consiglio comunale di Ascoli è stato interrotto dopo poco per le polemiche seguite all’inaugurazione del cantiere di Palazzo Saladini Pilastri; sono stati approvati solo due provvedimenti.

Seduta contestata ad Ascoli: tensione su Palazzo Saladini Pilastri

La seduta del Consiglio comunale di Ascoli del 21 ottobre è degenerata in una vivace discussione che ha portato all’abbandono dell’aula da parte della minoranza e alla chiusura anticipata dei lavori. Al centro dello scontro c’è il taglio del nastro del cantiere di Palazzo Saladini Pilastri, inaugurato l’8 ottobre, che ha sollevato reazioni contrastanti dopo la partecipazione di dipendenti comunali e giovani membri di associazioni sportive.

Il sindaco Marco Fioravanti ha preso la parola per difendere il coinvolgimento del personale comunale e ha denunciato attacchi sui social ai danni dei lavoratori, pronunciando parole molto nette rivolte a chi ha criticato la partecipazione dei più giovani: “Non toccate i bambini, vergognatevi“. La replica del consigliere di minoranza Gregorio Cappelli è stata immediata e altrettanto perentoria: “Non si permetta, sindaco, di definirci bulli“, e ha motivato l’uscita dall’aula insieme a gran parte dell’opposizione. Il presidente del Consiglio comunale, Alessandro Bono, è intervenuto nella schermaglia che ha preceduto l’abbandono dei banchi dell’opposizione.

Decisioni assunte e punti rinviati durante la seduta del 21 ottobre

Nonostante la tensione e l’uscita di parte della minoranza, la riunione ha registrato l’approvazione di due provvedimenti. È stato votato all’unanimità il bilancio consolidato 2025, documento contabile centrale per l’ente, e si è deliberato l’affidamento alla società in house Multiservizi Piceni dell’area di sosta di San Pietro in Castello, che comprende 74 posti auto, oltre a prevedere la gestione dell’area camper situata nei pressi dello stadio. Tutti gli altri temi iscritti all’ordine del giorno sono stati rinviati a una successiva convocazione.

Emendamenti e mozioni rimandate

Tra i punti non trattati figurano la mozione per la costituzione di un museo della memoria della Resistenza ascolana e la proposta relativa ai test periodici per alcol e droghe destinati agli amministratori pubblici. Questi temi, che avrebbero richiesto discussione e votazione, sono stati posticipati in attesa di una nuova assise con la presenza di tutti i gruppi consiliari.

Le posizioni dei protagonisti e il clima in aula

Fioravanti ha ribadito la soddisfazione per l’evento del cantiere, sottolineando che la partecipazione di dipendenti e cittadini riflette un metodo diverso rispetto al passato, e ha citato la presenza del presidente del Consiglio dei ministri al taglio del nastro come elemento che ha dato visibilità alla città. In riferimento all’uscita dell’opposizione ha affermato: “Una delle pagine più brutte nella storia del Consiglio comunale” e ha aggiunto che “Un’opposizione che scappa è una sconfitta per la democrazia“.

Dall’altra parte, la replica di Cappelli ha messo in evidenza il dissenso su termini e accostamenti usati dal sindaco, sostenendo che non vi sia stata alcuna volontà di “bullizzare” i partecipanti all’inaugurazione e giustificando l’uscita dall’aula come reazione a una conduzione della seduta ritenuta inappropriata. L’episodio ha dunque contribuito a un clima di forte contestazione che ha limitato l’attività consiliare.

Impatto sulla gestione amministrativa

Il blocco dei lavori e il rinvio dei punti all’ordine del giorno hanno prodotto una seduta breve, chiusa nel primo pomeriggio, ma non priva di effetti pratici: l’approvazione del bilancio consolidato 2025 e la delega a Multiservizi Piceni per le aree di sosta assicurano almeno alcune decisioni operative per l’amministrazione comunale. Restano però aperti i temi sensibili rimandati, che richiederanno un nuovo confronto istituzionale per essere discussi e deliberati.

Il caso di Ascoli illustra come un evento locale, come la riapertura del Palazzo Saladini Pilastri, possa diventare terreno di scontro politico in aula e condizionare il calendario amministrativo: la maggiore parte dei punti è ora posticipata, mentre questioni di immagine e accuse reciproche continuano a infiammare il dibattito pubblico cittadino.

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