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Ferretti Q3 2026: crescita ordini e nuova outlook su margini

Ferretti segna ricavi stabili e ordini in crescita nel Q3, ma i margini scendono, costringendo a una revisione della guidance 2026.

Ferretti Q3 2026: crescita ordini e nuova outlook su margini

Il Ferretti Group, leader mondiale nella produzione di yacht di lusso, ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con risultati contrastanti. I ricavi netti nuovi hanno raggiunto i 888,6 milioni di euro, praticamente invariati rispetto all’anno precedente, mentre l’EBITDA rettificato è sceso a 141,7 milioni, con un calo del 7,8%. Nonostante un miglioramento registrato nell’ultimo trimestre, la casa nautica ha dovuto rivedere al ribasso le proprie previsioni di redditività per l’intero esercizio.

Il terzo trimestre ha mostrato segnali di ripresa: la raccolta ordini è cresciuta del 6,6% rispetto al trimestre precedente, toccando i 323,6 milioni di euro. Tuttavia, su base annua la totalità degli ordini si è ridotta del 13,8%, attestandosi a 664,9 milioni. Il portafoglio ordini complessivo a fine settembre è sceso a 1,33 miliardi, con una diminuzione dell’11% rispetto al 2025, e il portafoglio ordini netto è retrocesso del 28,1% a 571,4 milioni.

Ricavi, ordine e performance di vendita nel terzo trimestre

Nel trimestre in esame i ricavi hanno registrato una crescita del 13,6%, trainata soprattutto dal segmento Composite yachts, che ha generato 337,4 milioni di euro, pari al 38% del fatturato totale. Il comparto Made-to-measure ha inciso per il 41,4% con 368 milioni di euro, mentre i Super yachts hanno subito un calo, passando a 132,2 milioni, riducendo il loro peso al 14,9% del totale. Le vendite in Europa rimangono la colonna portante, con ricavi per 427,2 milioni, mentre l’Asia-Pacifico ha mostrato una forte crescita, passando da 15 a 37,6 milioni. Le Americhe sono rimaste stabili (213,4 milioni) e il Medio Oriente-Africa ha registrato una flessione significativa, scendendo a 210,3 milioni.

Andamento della raccolta ordini per segmento

Il salto di 6,6% negli ordini del Q3 è stato notevole se si considera la base di confronto del 2025, quando il trimestre era caratterizzato da un aumento del 36,4%. La crescita è stata più marcata nei segmenti Made-to-measure e Composite yachts, mentre i Super yachts hanno subito una contrazione dovuta all’allungamento dei cicli decisionali dei clienti, soprattutto in Medio Oriente e Africa, dove l’incertezza geopolitica ha rallentato gli acquisti.

Pressioni sui margini e piano di rialzo

Nonostante il miglioramento dei ricavi, la redditività è rimasta sotto pressione. L’EBITDA adjusted dei primi nove mesi è sceso a 130,6 milioni, con un margine del 14,7%, rispetto al 16% dell’anno precedente. L’utile netto è calato a 49,9 milioni, registrando una contrazione del 18,2%. Le cause principali includono un mix di prodotto meno favorevole, inefficienze operative emerse in alcune società controllate fornitori e una concorrenza più aggressiva. Inoltre, la decisione di estendere la garanzia standard di un anno ha aumentato i costi di servizio.

Interventi correttivi individuati

Il gruppo ha già avviato una serie di azioni per migliorare l’efficienza: revisione delle politiche di pricing con un orientamento al valore, ottimizzazione del mix di prodotto per privilegiare segmenti più profittevoli, e incrementi di efficienza industriale nei cantieri. Gli interventi mirano anche a una migliore utilizzazione dei cantieri, riducendo i costi fissi non assorbiti, specialmente nella prima parte dell’anno.

Prospettive 2026: nuove previsioni e sviluppo dei cantieri

Alla luce dei dati, Ferretti ha confermato la guidance sui ricavi netti per il 2026, prevedendo tra 1,20 e 1,24 miliardi di euro. La previsione sulla redditività, invece, è stata ridotta: l’EBITDA adjusted è ora previsto tra 174 e 185 milioni (verso il basso rispetto ai 186-197 milioni iniziali) e il margine EBITDA tra 14,5% e 14,9%. Gli investimenti in immobilizzazioni sono stati tagliati del 29,5% a 45,5 milioni, ma si mantengono in linea con l’obiettivo di 60-65 milioni per l’anno.

Espansione del cantiere di Ancona

Un elemento strategico di rilievo è la recente autorizzazione unica Zes per l’Ancona Superyacht Yard, che consentirà di aumentare la lunghezza massima degli yacht costruibili da 90 a 100 metri. Questo potenziamento mira a rafforzare la presenza di Ferretti nel segmento dei super-yacht di alta gamma, in concomitanza con gli sforzi per recuperare i margini.

Il CEO Stassi Anastassov ha sottolineato che, sebbene la crescita dei volumi sia un segnale positivo, “la redditività resta al di sotto dei livelli che Ferretti Group può e deve esprimere”. Ha evidenziato la necessità di un “piano concreto di miglioramento delle performance”, basato su pricing di valore, mix di prodotto più efficace, maggiore efficienza industriale e ottimizzazione dei cantieri, senza lasciarsi frenare dall’incertezza geopolitica.

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