Il 25 ottobre 2026 la magistratura ha avviato nuove indagini riguardanti presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nei appalti della ricostruzione post-sisma nelle Marche. Il caso ha rapidamente attivato un acceso dibattito a Fabriano, dove le autorità locali, la Giunta regionale e le forze politiche si sono trovate al centro dell’attenzione.
Il contesto delle indagini giudiziarie
Le verifiche condotte dal tribunale hanno sollevato dubbi sulla regolarità dei contratti stipulati per la riqualificazione delle zone colpite dal sisma. Secondo gli inquirenti, alcune realtà potrebbero aver esercitato pressioni per ottenere aggiudicazioni, minando la trasparenza amministrativa e favorendo interessi illeciti. Il coinvolgimento della magistratura ha riacceso il dibattito sulla capacità delle istituzioni regionali di vigilare efficacemente sui processi di appalto in ambito di emergenza.
Dichiarazioni della sindaca Daniela Ghergo
La sindaca di Fabriano, Daniela Ghergo, ha definito quanto emerso dalle indagini un «vulnus politico e amministrativo». Nella sua nota pubblica ha chiesto chiarimenti sui meccanismi di controllo adottati dalla Giunta regionale nella scelta dei collaboratori e ha invitato a ricercare le responsabilità politiche dei vertici regionali per le decisioni prese negli ultimi anni. Ghergo ha sottolineato che la trasparenza è un requisito imprescindibile per mantenere la fiducia dei cittadini durante la fase di ricostruzione.
Richiesta di responsabilità verso i vertici regionali
Nel suo intervento, la sindaca ha anche rimarcato che le istituzioni dovrebbero garantire un monitoraggio più rigoroso dei processi di aggiudicazione, evitando che possibili conflitti d’interesse si traducano in pratiche scorrette. Ghergo ha concluso l’esordio politico chiedendo alla Giunta di fornire una relazione dettagliata entro i prossimi mesi.
Risposta del circolo di Fratelli d’Italia di Fabriano
Il circolo locale di Fratelli d’Italia ha replicato prontamente, respingendo le accuse della sindaca come un tentativo di politicizzare un’indagine giudiziaria. Il portavoce del movimento ha affermato che i fatti emersi non possono essere usati come arma contro la Giunta regionale, definendo la posizione di Ghergo una “strategia strumentale” finalizzata a creare una crisi di fiducia nella gestione pubblica.
Riferimenti alle precedenti inchieste
Il partito ha ricordato che la ricostruzione post-sisma è stata gestita in più fasi amministrative, citando le indagini del 2017 condotte sotto la presidenza del consigliere regionale Ceriscioli. In quell’occasione, erano state sollevate preoccupazioni simili, ma non si era mai giunti a conclusioni definitive. Inoltre, è stato sottolineato che il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, non risulta indagato in nessuna delle inchieste, invitando a non cadere in condanne preventive.
Critiche al bilancio amministrativo della sindaca
Il circolo di Fratelli d’Italia ha anche puntato il dito contro il bilancio proposto dalla sindaca, definendolo caratterizzato da un tono di contrapposizione permanente che, a loro avviso, non è compatibile con il ruolo istituzionale di rappresentanza unità della comunità fabrianese. Secondo il partito, la gestione finanziaria dovrebbe invece mirare a costruire un clima di cooperazione tra tutti gli attori locali, evitando di trasformare il dibattito in una disputa personale.
Il confronto tra la sindaca Daniela Ghergo e il circolo di Fratelli d’Italia mostra come le indagini sulla trasparenza degli appalti post-sisma possano diventare terreno di scontro politico, con entrambi i fronti che difendono la propria legittimità e chiedono responsabilità alle istituzioni regionali.



