Pesaro, 24 ottobre 2026 – Un acceso scambio di accuse ha animato la scena politica marchigiana. Il Partito Democratico, tramite le voci di Micaela Vitri e Marco Perugini, ha iniziato a collegare la delicata inchiesta mafiosa a presunte responsabilità del presidente regionale Francesco Acquaroli e al suo partito, Fratelli d’Italia. L’accusa, priva di elementi probatori, ha subito una risposta ferma da parte del consigliere regionale di FdI, Nicola Baiocchi.
Le dichiarazioni di Baiocchi, rilasciate nello stesso giorno a Pesaro, hanno sottolineato che la politica non può essere usata come strumento di propaganda contro avversari. Il consigliere ha rimarcato che esistono limiti morali e istituzionali alla strumentalizzazione politica di indagini giudiziarie, evidenziando la responsabilità di chi tenta di confondere fatti giudiziari con battaglie elettorali.
Il consigliere Nicola Baiocchi risponde alle accuse del PD
Il limite alla strumentalizzazione politica
Secondo Baiocchi, “c’è un limite alla strumentalizzazione politica, alla mistificazione della realtà e alla decenza istituzionale”. Il consigliere ha condannato le parole di Vitri e Perugini, definendole “gravissime, irresponsabili e inaccettabili” perché cercano di attribuire al presidente Acquaroli e a Fratelli d’Italia una responsabilità per presunte infiltrazioni mafiose senza alcun elemento concreto. Il Partito Democratico è stato invitato a “vergognarsi” e a chiedere scusa per aver diffuso insinuazioni non supportate da fatti.
Difesa del presidente Francesco Acquaroli
Baiocchi ha ribadito con forza che il presidente Acquaroli, così come ogni dirigente, assessore o consigliere di Fratelli d’Italia, “non risulta indagato o coinvolto nell’inchiesta”. L’affermazione è stata accompagnata da un avvertimento chiaro: chiunque continui a insinuare il contrario, anche mediante allusioni o dichiarazioni ambigue, dovrà _assumersi la piena responsabilità_, sia sul piano politico che, dove necessario, giudiziario. Il consigliere ha inoltre ricordato che “la lotta alla mafia è una cosa seria” e non può essere trasformata in una “clava politica”.
Minacce di azioni legali e difesa dell’onorabilità
Responsabilità per insinuazioni infondate
Nel suo comunicato, Baiocchi ha annunciato che Fratelli d’Italia valuterà “ogni iniziativa nelle sedi legali competenti” per tutelare l’onorabilità del presidente Acquaroli e di tutti gli esponenti del partito. La difesa è stata presentata come una risposta necessaria a quello che il consigliere ha definito un tentativo di “processo politico” basato su accusazioni prive di fondamento. L’obiettivo dichiarato è quello di impedire che il dibattito pubblico si trasformi in una campagna di delegittimazione armata a fuoco su presunti reati.
Il ruolo della lotta alla mafia nella discussione politica
Il consigliere ha concluso ricordando che il confronto politico può essere aspro, ma non deve degenerare in una “campagna di delegittimazione fondata su accostamenti arbitrari a fenomeni criminali”. La sua ultima affermazione è un monito: “Chi ha scelto la strada delle insinuazioni se ne assuma la responsabilità, politica e, ove ne ricorrano i presupposti, giudiziaria”. Con queste parole, Baiocchi ha cercato di tracciare un confine netto fra legitima critica politica e utilizzo strumentale della giustizia per fini elettorali.



