Nel pomeriggio di lunedì, nella zona di Piano-Archi ad Ancona, una tranquilla routine lavorativa è stata spezzata da un episodio di estrema gravità. La vittima, una donna di 48 anni, era impegnata nella sua attività sindacale quando ha ricevuto la visita inaspettata di un uomo che, pur non avendo alcun appuntamento, si è presentato nell’ambiente chiuso dell’ufficio.
Il sospetto conosceva la donna per motivi professionali: lo aveva aiutata a portare avanti pratiche sindacali. Tuttavia, la relazione è rapidamente degenerata in una fissazione non corrisposta, culminata in un aggressivo atto di violenza sessuale verso la dipendente, avvenuto intorno alle 17.30, quando il luogo era privo di altre presenze.
L’attacco all’interno dell’ufficio di Piano-Archi
Secondo le ricostruzioni, l’uomo, di origini egiziane, ha sfruttato la sua conoscenza degli orari di lavoro per accedere senza preavviso. Dopo aver tentato di avvicinarsi alla donna con avances sentimentali, il comportamento è divenuto invadente e, infine, violento. La vittima ha cercato di respingere l’assalto e ha, nonostante lo sconvolgimento, trovato la forza di chiamare il 112, descrivendo in maniera chiara ciò che era accaduto.
Intervento rapido della Questura di Ancona
Le forze dell’ordine, avvisate immediatamente, hanno inviato le Volanti della Questura di Ancona sul luogo. Gli agenti sono arrivati nei minuti successivi e, grazie alle informazioni fornite dalla chiamante, hanno individuato il sospetto nei pressi dell’ufficio. L’uomo è stato fermato, condotto presso gli uffici di via Gervasoni per gli accertamenti di rito e, successivamente, trasferito al carcere di Montacuto, dove resterà in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.
Profilo dell’arrestato
Le indagini hanno confermato che si tratta di un cittadino di origini egiziane, precedentemente in contatto con la donna per motivi legati alle pratiche sindacali. Il suo comportamento è stato giudicato inaccettabile sia dal punto di vista penale sia da quello sociale, rendendo necessario l’intervento delle autorità.
Assistenza alla vittima e attivazione del Codice Rosa
Contattata dal 118, la donna è stata trasportata subito in ospedale, dove il personale sanitario ha avviato il percorso Codice Rosa, volto a garantire cure mediche, protezione psicologica e supporto legale alle vittime di violenza sessuale. L’assistenza è proseguita con la presa in carico da parte di esperti, che monitoreranno il suo stato di salute e la tutela dei suoi diritti.
Nei prossimi giorni la donna dovrà comparire davanti al giudice per fornire la sua dichiarazione, mentre l’uomo rimarrà in carcere di Montacuto in attesa delle decisioni giudiziarie. L’intera vicenda rimane sotto stretta osservazione delle autorità, con l’obiettivo di garantire una risposta tempestiva ed efficace a questo grave caso di violenza sul posto di lavoro.



