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Transizione generazionale nelle imprese marchigiane: numeri e prospettive

La maggioranza delle aziende marchigiane è familiare, ma la loro continuità dipende da una transizione generazionale ben pianificata.

Transizione generazionale nelle imprese marchigiane: numeri e prospettive

Il panorama economico delle Marche è caratterizzato da una presenza quasi totalizzante di impresa familiare. Secondo le prime rilevazioni dell’Osservatorio regionale il 95,2% delle società di capitali è gestito da famiglie, con quasi 28.000 realtà che generano circa 48 miliardi di euro di ricavi e occupano più di 193.000 persone.

Nonostante il peso strutturale, la media d’età dei titolari è elevata: il 42,5% dei leader aziendali supera i 60 anni. Questa composizione demografica rende la transizione generazionale il tema cruciale per preservare la vitalità del tessuto produttivo regionale.

Numeri salienti dell’Osservatorio

I dati, elaborati a partire dal database AIDA (aggiornato al 30 settembre 2026) e integrati dalle informazioni reperite sui siti web aziendali, mostrano che il 87,6% delle imprese familiari è ancora nella prima generazione, il 10,9% ha superato la seconda e appena l’1,5% si trova nella terza o successive. Le aziende che hanno già attraversato più cicli di vita, sebbene rappresentino solo il 12,4% del totale, concentrano il 31,5% dell’occupazione e il 38,7% dei ricavi del comparto.

Distribuzione generazionale per dimensione

La capacità di effettuare il passaggio generazionale varia notevolmente con la dimensione dell’impresa: tra le realtà con meno di dieci dipendenti il 10% ha già sperimentato la successione, contro il 57% delle aziende con più di 250 dipendenti. Inoltre, 2.399 imprese (8,4% del campione) hanno già coinvolto due generazioni nella gestione, quota che sale a 25% nei gruppi con almeno 50 dipendenti.

Ostacoli alla successione e risposte operative

Tra le criticità più evidenti emerge un assetto di governance ancora molto concentrato: il 70,8% delle realtà ha un unico amministratore. L’età media dei dirigenti (57 anni) e la predominanza di strutture decisionali monocratiche rendono urgente l’adozione di modelli più inclusivi e di piani di delega progressiva.

Il presidente di Confindustria Ancona Diego Mingarelli, ha sottolineato che “il futuro delle imprese non si improvvisa, si costruisce insieme”. L’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Giacomo Bugaro, ha aggiunto che la politica industriale regionale intende mettere a disposizione risorse mirate per sostenere la continuità aziendale, in stretta collaborazione con il mondo accademico e finanziario.

Formazione e supporto istituzionale

Il progetto, avviato nel 2025 con la collaborazione di Università Politecnica delle Marche AIDAF e partner come Azimut Capital Management, Deloitte e AON, prevede anche un percorso formativo universitario intitolato “Strategie e creazione di valore nelle imprese familiari”. Il corso, erogato dal Dipartimento di Management, mira a fornire agli imprenditori gli strumenti per strutturare una governance moderna gestire la delega intergenerazionale e valorizzare l’innovazione.

Le analisi condotte da Alessandro Cinti, ricercatore dell’Università, hanno messo in luce come le aziende più avanzate nella successione abbiano già introdotto pratiche di innovazione, coinvolgimento di giovani talenti e internazionalizzazione, dimostrando che la transizione può diventare un volano di crescita.

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