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Governance di Ancona 2028: il segretario di Confartigianato avverte

Pierpaoli avverte: tempi stretti e poco team‑work minacciano il successo di Ancona 2028.

Governance di Ancona 2028: il segretario di Confartigianato avverte

Il segretario di Confartigianato Imprese Ancona-Pesaro e Urbino, Marco Pierpaoli, ha espresso preoccupazione per i tempi e i metodi adottati nella programmazione di Ancona 2028, la prossima Capitale Italiana della Cultura. Pur riconoscendo l’enorme valore simbolico dell’evento per le Marche, il portavoce dell’associazione artigiana sostiene che la pianificazione debba avanzare con più rapidità e con un approccio più collaborativo.

Governance tardiva e rischio di protagonismo singolo

Secondo Pierpaoli, definire la struttura di governance solo a dicembre è troppo tardi per un progetto della portata di Ancona 2028. L’attuale modello sembra dare la precedenza a un unico assessorato – identificato come “Paraventi” – a scapito della partecipazione di altri settori dell’Amministrazione. Un’organizzazione eccessivamente centralizzata ridurrebbe le possibilità di creare sinergie tra gli attori pubblici e privati.

La necessità di una visione condivisa

Per il segretario, la visione strategica deve precedere la governance. Un progetto culturale su scala nazionale richiede ascolto attivo inclusione di tutti i protagonisti e la creazione di connessioni trasversali tra le realtà locali. Solo così il valore dell’iniziativa potrà estendersi oltre la città, coinvolgendo l’intera regione.

Il modello di Pesaro Capitale della Cultura 2024 come riferimento

Pierpaoli ha ricordato l’esperienza di Pesaro, Capitale Italiana della Cultura nel 2024, sottolineando come la programmazione anticipata abbia favorito il coinvolgimento dell’intera provincia. Il lavoro di rete è stato avviato molto prima dell’anno simbolico, includendo tutti i 50 comuni e una molteplicità di operatori culturali, economici e del settore accoglienza.

Coinvolgimento territoriale e investimento

Il percorso di Pesaro ha dimostrato che l’attività di coordinamento territoriale è fondamentale per attrarre nuovi investimenti. Il dialogo con le imprese locali ha permesso di impostare un calendario di eventi capace di generare flussi di visitatori e di stimolare l’economia della zona, creando un impatto duraturo nel tempo.

Le imprese al centro di Ancona 2028

Per le realtà artigiane e le piccole e medie imprese, Ancona 2028 non può limitarsi a un “grande evento culturale”. Deve trasformarsi in una vera e propria politica di sviluppo capace di aumentare l’attrattività del capoluogo marchigiano, favorire l’arrivo di nuovi investimenti e migliorare la capacità di accoglienza. Infrastrutture materiali e immateriali dovranno rimanere operative anche dopo il 2028, garantendo valore aggiunto per le generazioni future.

Il timore espresso da Pierpaoli è che un’occasione unica – la designazione di Ancona Capitale Italiana della Cultura – possa essere sprecata se non si interviene subito. La misura del successo, secondo il segretario, non sarà solo il programma di eventi nel 2028, ma soprattutto l’eredità lasciata al territorio a partire dal 2029. La sua richiesta è chiara: accelerare la definizione della governance, condividere una visione collettiva e costruire insieme il futuro culturale ed economico delle Marche.

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