Il 17 settembre una massiccia ondata di maltempo ha interessato gran parte della penisola, provocando allagamenti improvvisi, frane di alberi e interruzioni di traffico. Dalle Marche ai tornei di Firenze, passando per la Campania e il Friuli Venezia Giulia, le autorità di protezione civile hanno dovuto attivare centinaia di unità per fronteggiare le emergenze. In questo contesto, il borgo di Osimo Stazione è tornato sotto acqua, riaccendendo una lunga discussione sulla gestione delle infrastrutture idriche nella zona.
Osimo Stazione sotto acqua: emergenza idraulica e proteste
Durante la serata del 17, le piogge intense hanno inondato nuovamente le strade di Osimo Stazione, lasciando negozi e abitazioni in balia di fango e acqua stagnante. I residenti, esasperati da una situazione che si ripete da più di un decennio, hanno espresso la loro rabbia davanti alla statale 16, chiedendo al Comune un intervento strutturale. Michela Staffolani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha chiesto con veemenza il raddoppio della rete fognaria sottolineando che la zona non può più sopportare ulteriori allagamenti senza soluzioni concrete.
Raddoppio della rete fognaria: i numeri e le promesse
L’amministrazione guidata da Glorio ha dichiarato che per l’esercizio 2027-28 sono stati stanziati tre milioni di euro per ampliare la capacità di smaltimento delle acque nella frazione. Tuttavia, le liste civiche ricordano che, da ben dodici anni, le promesse elettorali non si sono tradotte in fatti tangibili, lasciando la popolazione in uno stato di guardia permanente. Il Comitato alluvione Marche, presieduto da Andrea Pesaresi, ha ribadito che le ferite lasciate dall’alluvione del 2006 e da quella del 2024 sono ancora aperte, e che è necessario un piano di ristoro che includa anche seconde case, autoveicoli e altri beni privati.
Alluvioni in altre regioni: Firenze, Napoli, Marche, Friuli e Porto Recanati
Firenze e gli Uffizi
A Firenze, un temporale estremamente intenso ha scaricato più di 45 mm di pioggia in un’ora, provocando un’infiltrazione d’acqua sotto il lucernario della sala degli Uffizi. L’acqua ha bagnato la teca del dipinto “Il Bacco” di Caravaggio, ma i controlli hanno confermato l’assenza di danni alle opere. La sala è stata chiusa per gli ultimi controlli e riaprirà il giorno successivo.
Napoli: chiusura di parchi e spiagge
In Campania, la Protezione Civile ha emanato un avviso di allerta gialla per rischio idrogeologico dal 21 ore del 17 alla mezzanotte del 18 settembre. Per precauzione, tutti i parchi cittadini e le spiagge pubbliche di Napoli sono stati chiusi, nella speranza di evitare eventuali inondazioni o frane dovute alle piogge improvvise.
Marche: interventi dei Vigili del Fuoco
Nel pomeriggio delle 17, i Vigili del Fuoco hanno gestito circa 30 interventi nelle province di Macerata e Ancona, principalmente per allagamenti di sottopassi stradali e per la rimozione di alberi caduti. Tra le azioni più rilevanti, una pianta è caduta su via San Valentino a Osimo, creando un ulteriore ostacolo alla viabilità. Le squadre sono rimaste impegnate fino alle 19:30, con ulteriori richieste di soccorso in coda.
Friuli Venezia Giulia: allagamenti e alberi caduti
Il Friuli ha registrato allagamenti in diversi comuni costieri e interiori, tra cui Latisana, Marano Lagunare e Trieste. Piogge e venti hanno fatto cadere rami e alberi lungo le vie di Udine, Gorizia e Trieste, generando 38 segnalazioni al 112. L’allerta gialla è rimasta in vigore per l’intera giornata, con previsioni di ulteriori precipitazioni nei prossimi giorni.
Porto Recanati: sottopasso sommerso
Nel tardo pomeriggio, una “bomba d’acqua” ha riempito il sottopasso nord del centro di Porto Recanati, sommergendo un’automobile fino al tetto. I volontari della Protezione Civile, guidati da Lucio Di Salvo, insieme ai Vigili del Fuoco, hanno messo in sicurezza il veicolo e hanno operato con pompe idrovore per svuotare garage e scantinati allagati in via Brodolini e via Garibaldi. Il sindaco Andrea Michelini ha dichiarato lo stato di emergenza e ha attivato il centro operativo comunale per coordinare gli sforzi.
Risposte istituzionali e prospettive
Il Comitato alluvione Marche ha annunciato che, nonostante gli interventi di emergenza, restano numerose richieste di ristoro non ancora soddisfatte. Un incontro è stato programmato per il 2 ottobre a Osimo con l’assessore regionale all’ambiente Consoli, per verificare lo stato delle pratiche e definire tempi certi. Parallelamente, le amministrazioni regionali stanno proseguendo con gli stanziamenti per la rete fognaria, ma i cittadini chiedono azioni immediate, non solo promesse su carta.
La speranza è che le prossime settimane portino risposte concrete per le comunità colpite, evitando che eventi simili si ripetano.



