Nel centro di Jesi, precisamente tra Porta Bersaglieri e vicolo San Floriano, le passeggiate serali con i cani erano una routine tranquilla. Ogni giorno, residenti e proprietari di animali si incontravano lungo la stessa strada, i loro amici a quattro zampe al guinzaglio, senza alcun timore di imprevisti. Tuttavia, negli ultimi giorni è emerso un elemento inaspettato che ha turbato la normalità: una serie di esche potenzialmente velenose lasciate a disposizione dei passanti.
Il primo avvistamento è avvenuto martedì sera, intorno alle 23.15, quando una giovane donna, accompagnata dalla sua cagnolina, ha notato un oggetto scuro sul selciato. Credendo si trattasse di una pallina, lo ha bloccato con il guanto e, al ritorno a casa, ha scoperto che si trattava di una polpetta. L’evento, per quanto apparentemente banale, è stato subito segnalato ai Carabinieri Forestali, i quali hanno prelevato il campione per le prime analisi.
Scoperta iniziale e intervento dei Carabinieri Forestali
Il giorno successivo, i Carabinieri hanno effettuato un sopralluogo nell’area segnalata, ma non hanno riscontrato ulteriori residui simili. L’assenza di altre tracce ha fatto pensare a un caso isolato, forse il risultato di uno scherzo o di un gesto avventato. Nonostante ciò, i tecnici hanno avviato i protocolli di analisi chimica, raccogliendo il campione per verificare la presenza di sostanze tossiche. L’operazione è stata documentata e le autorità hanno chiesto la collaborazione dei residenti, sottolineando l’importanza di segnalare qualsiasi anomalia.
Nuovo ritrovamento di dieci polpette e allarme dei residenti
Giovedì mattina, poche ore dopo il primo sopralluogo, la stessa giovane è tornata sul posto di lavoro e ha constatato una scena ben diversa: una decina di polpette era sparsa intorno ai cassonetti dei rifiuti. Il numero e la disposizione delle esche hanno reso evidente che non si trattava di un evento casuale. La donna ha subito ricontattato le forze dell’ordine: la Polizia Locale ha confermato di aver avviato un nuovo prelievo di campioni per accertare se le “polpette” fossero effettivamente avvelenate o semplici residui alimentari.
Reazioni delle autorità e prospettive delle indagini
Le autorità hanno ribadito che nella zona non circolano cani senza la presenza del proprietario: i residenti affermano che i loro animali sono sempre accompagnati e non hanno subito aggressioni. Tuttavia, il timore che qualcuno possa deliberatamente compromettere la sicurezza degli animali è cresciuto. Gli inquirenti attendono i risultati delle analisi, che determineranno se le polpette contengono veleni o se si tratta di un gesto di disturbo. Nel frattempo, la comunità è stata invitata a vigilare, a non far toccare nulla ai cani e a segnalare immediatamente qualsiasi oggetto sospetto.
Finché non verranno pubblicati i risultati, la zona rimane sotto stretta osservazione. La vicenda ha riacceso il dibattito sulla necessità di vigilare maggiormente su luoghi frequentati da animali domestici e di adottare misure preventive contro eventuali atti di crudeltà. Se le analisi dovessero confermare la presenza di sostanze nocive, le conseguenze legali per gli autori potranno essere severe, e la cittadinanza potrà sperare in misure più rigide per tutelare la fauna domestica.



