Nel contesto della candidatura di Ancona a Capitale della cultura 2028 l’amministrazione comunale ha individuato Porta Pia come il principale punto di partenza del nuovo itinerario urbano denominato “Questo mare”. L’obiettivo è creare una cornice luminosa e accogliente che guidi i visitatori verso il cuore storico della città, rendendo la zona di ingresso un vero e proprio biglietto da visita per i prossimi eventi culturali.
Il progetto, però, si scontra con la classica burocrazia italiana, che si manifesta come un ostacolo capace di dilatare i tempi di realizzazione. Per questo motivo, il Comune ha dovuto articolare una strategia finanziaria e procedurale complessa, dove ogni passo dipende dall’esito del precedente.
Ristrutturazione e finanziamento di Porta Pia
Il restyling della facciata di Porta Pia prevede una spesa complessiva di 400mila euro. Di questi, 200mila euro sono già disponibili grazie a fondi comunali provenienti da alienazioni di beni, mentre i restanti 200mila euro saranno erogati dall’anno prossimo tramite un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti. L’assessore ai Lavori pubblici, Stefano Tombolini ha dichiarato: «Contiamo di avere tutte le carte pronte per l’inizio dell’anno prossimo» sottolineando la dipendenza del finanziamento da una serie di autorizzazioni.
Iter burocratico
La proprietà di Porta Pia appartiene al Demanio che ha concesso la gestione alla Guardia di finanza. Il Comune ha avanzato una proposta di scambio di concessioni decennali con la caserma di via Zappata, sede del comando regionale delle fiamme gialle. Prima di accedere al mutuo, è necessario l’assenso del Ministero il che rende il calendario dei lavori particolarmente incerto.
Rete di illuminazione per il circuito storico
Oltre al restyling della porta, il programma prevede una nuova illuminazione architettonica che interesserà via Marconi, gli Archi, la Mole, via XXIX Settembre, corso Garibaldi (già oggetto di interventi) e via Pizzecolli. Il costo complessivo di questa rete luminosa è stimato in 2,5 milioni di euro. L’amministrazione sogna di ampliare il perimetro anche a via Giordano Bruno, corso Carlo Alberto e piazza Ugo Bassi nell’anno prossimo, sfruttando una parte dei 10 milioni di risorse attese da mutui, MEF e Regione.
Il sindaco, Daniele Silvetti ha commentato: «È un intervento imponente dal punto di vista della resa e dell’estetica perché cambia e modifica la percezione di certi luoghi». Secondo lui, i tempi di realizzazione sono comunque gestibili e coerenti con le scadenze del progetto culturale.
L’area della Mole: dal PNRR al futuro
Nel segmento chiamato “Questo mare”, la Mole rappresenta il pilastro già avviato grazie ai fondi del PNRR3,3 milioni di euro sono stati investiti su circa 2.000 metri quadrati d’intervento, comprendendo la Sala Magazzino Tabacchi, il collegamento con la Sala Vanvitelli, le Sale Viani-Mercanti e il Ponte Nord. A novembre riprenderanno i lavori sui lati di Porta Pia e Mandracchio, fermati nel 2021 per il congedo forzoso di Emaprice.
Prossime fasi e restyling 2029
Il prossimo capitolo prevede ulteriori 4,9 milioni di euro di spesa, distribuiti su un arco temporale di due anni, con l’obiettivo di completare la ristrutturazione entro il 2029. Anche se i lavori completi partiranno nel 2029, si prevede di avere almeno il 50 % della struttura operativa entro la fine del 2028. Parallelamente, sono già in corso i lavori di restauro del Palazzo degli Anziani e dell’ex-magazzino al piano terra, che diventerà un Urban Center – punto informativo per i turisti, spazio espositivo multimediale e vetrina delle eccellenze locali.
La Casa del Capitano ha incontrato ostacoli simili a quelli di Porta Pia, poiché la concessione era stata trasferita dalla Provincia all’Istituto Nautico. Dopo una lunga trattativa, il Comune ha ottenuto i 280mila euro necessari per avviare i lavori di restauro, e il plenatario didattico è stato spostato per diventare il cuore del progetto. L’Arco di Traiano rimane fuori dal piano, in quanto la gestione spetta alle autorità portuali e alla Soprintendenza, non al Comune.



