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Conflitto istituzionale tra Autorità portuale e Comune di Ancona sulla concessione della Mole

Lo scontro tra il commissario dell'Autorità portuale e il sindaco di Ancona si accende attorno alla gara per i posti barca della Mole Vanvitelliana, con polemiche su procedure, offerte e lavori pubblici

Conflitto istituzionale tra Autorità portuale e Comune di Ancona sulla concessione della Mole

La querelle sul porto di Ancona è esplosa pubblicamente quando il sindaco ha definito «disgustosa» la decisione che sottrarrebbe i posti barca storicamente occupati dalla Sef Stamura, a favore dell’ASD Riviera del Conero, risultata prima nella graduatoria provvisoria con un rialzo del 700% sulla base di gara. A monte rimangono questioni formali e procedurali che l’Autorità portuale, guidata da Vincenzo Garofalo in qualità di commissario straordinario fino al 30 giugno, ha voluto chiarire con una nota durissima rivolta al primo cittadino.

Nel botta e risposta sono emersi temi tecnici, legali e politici: dall’assenza di un’aggiudicazione definitiva alla necessità di verificare le dichiarazioni rese in sede di gara, passando per il ricordo che il diritto di insistenza è stato abrogato nel 2009 dopo una procedura di infrazione europea. Tutti elementi richiamati dall’Authority per giustificare la bontà del proprio operato e per stigmatizzare l’intervento pubblico del Comune sulla vicenda.

Punti chiave della contestazione

Secondo la comunicazione ufficiale dell’ente portuale, la graduatoria provvisoria premia l’ASD Riviera del Conero perché ha formulato un’offerta tecnica ed economica ritenuta migliore rispetto alle altre partecipanti. La decisione, tuttavia, ha colpito una realtà come la Sef Stamura, concessionaria da quasi un secolo, alimentando reazioni emotive e prese di posizione istituzionali. Nel cuore della disputa restano la trasparenza delle procedure e la legittimità delle scelte amministrative, questioni che l’Authority sostiene di aver rispettato nel rispetto del principio di terzietà.

Offerta economica e impatto locale

La componente economica ha giocato un ruolo centrale: l’aumento presentato in sede di gara, pari a circa il 700% della base, è stato indicato come elemento decisivo nella valutazione complessiva. Dal punto di vista cittadino, però, la perdita di posti barca da parte di una storica associazione come la Sef Stamura solleva preoccupazioni di natura sociale e simbolica, oltre alle ovvie ripercussioni pratiche per gli utenti del porticciolo. L’Autorità sottolinea che ogni scelta dovrà essere validata dopo le opportune verifiche formali.

Verifiche procedurali e normative

Nel richiamare il principio della verifica delle autocertificazioni, l’ente ha specificato che non è stata ancora formalizzata l’aggiudicazione definitiva perché la procedura prevede controlli sulle dichiarazioni che hanno determinato la graduatoria provvisoria. L’abolizione del diritto di insistenza nel 2009 è stata richiamata per ricordare che non esistono preferenze automatiche a favore del concessionario uscente, in ottemperanza a decisioni comunitarie e alle regole di mercato.

Lo scontro politico-amministrativo

La controversia ha preso toni più accesi quando il commissario ha risposto direttamente al sindaco, evidenziando ritardi e criticità sui lavori di accesso al porto in piazza della Repubblica e sulla viabilità verso la nuova Darsena, che a suo giudizio rappresenterebbero un biglietto da visita poco curato per i passeggeri. Il richiamo al decoro e all’efficienza dell’area portuale è servito anche come argomentazione politica per sollecitare il Comune a intervenire con maggiore sollecitudine.

Replica e contro-accuse

Il sindaco ha replicato assicurando che il cantiere in piazza della Repubblica procede secondo i piani, spiegando che i ritardi sono stati causati dalla necessità di sostituire sottoservizi ammalorati emersi durante i lavori. In risposta all’ente è arrivata anche una stoccata politica: «Noi almeno gli appalti li facciamo», con riferimento ai fondi per circa 100 milioni che il Ministero dell’Economia avrebbe temporaneamente revocato all’Authority perché cantieri finanziati non erano partiti; somme poi riassegnate. Il sindaco ha ricordato inoltre che l’Authority deve ancora versare 1,4 milioni per il rifacimento degli asfalti in via Mattei e via Einaudi, parte di un accordo condiviso tra le amministrazioni.

La vicenda resta aperta: la procedura amministrativa proseguirà con le verifiche formali necessarie e il confronto pubblico tra istituzioni continuerà a livello locale. Tra esigenze di trasparenza, tutela delle realtà associative storiche come la Sef Stamura e l’obiettivo di garantire infrastrutture efficienti per il porto, si profila un confronto che mescola diritto amministrativo, politica e sensibilità cittadina, mentre la città osserva in attesa dell’esito definitivo.

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