La presenza di fioriere, sedute e piante accatastate nell’area adiacente al Centro Operativo Comunale di strada dei Cacciatori ha acceso una protesta politica a Pesaro. Dopo l’estate gli elementi d’arredo che avevano decorato viale Trieste sono stati trovati ammucchiati senza protezione: una situazione che ha sollevato questioni sulla gestione e sui costi sostenuti dall’amministrazione.
La segnalazione è stata raccolta dall’Osservatorio Pesarese e portata all’attenzione del consiglio comunale dal consigliere Dario Andreolli (Lega), che ha depositato un’interrogazione a risposta orale rivolta al sindaco e alla Giunta. Nel testo dell’interrogazione si chiede conto del destino delle piante e degli arredi, della responsabilità per lo smontaggio e della spesa necessaria per eventuali ripristini.
Dettaglio della spesa pubblica e del materiale impiegato
Nella variazione di bilancio approvata dalla Giunta il 28 aprile 2026 è stato stanziato un importo complessivo di 100.000 euro per l’allestimento estivo del lungomare di Ponente. Il quadro economico suddivideva la cifra tra diverse voci: 43.000 euro destinati alle opere a verde, 20.000 euro all’illuminazione ornamentale denominata «cielo stellato», 10.000 euro all’impianto elettrico e 6.000 euro per le otto sedute circolari, con ulteriori 21.000 euro come somme a disposizione.
Componente floro-vivaistica e forniture
La sola componente floro-vivaistica è stata affidata direttamente ad Aspes S.p.A. per un importo di 52.460 euro IVA inclusa. Secondo il programma tecnico erano previste 15 palme, 55 fioriere, 15 cestoni, 8 sedute circolari e 15 panchine. Questi numeri sono al centro delle preoccupazioni sulla conservazione degli elementi d’arredo durante il periodo non estivo.
Interrogazione di Dario Andreolli e accuse di spreco
Nel documento presentato in consiglio, Dario Andreolli chiede se l’affidamento ad Aspes S.p.A. includesse anche le attività di smontaggio, ricovero e cura delle piante al termine della stagione. In assenza di tale previsione, l’interrogazione solleva il tema di quale soggetto all’interno della macchina comunale sia responsabile della custodia e del mantenimento, e quanto potrà costare al Comune ripristinare o sostituire i beni danneggiati.
Andreolli ricorda inoltre le dichiarazioni rese durante l’inaugurazione dell’isola pedonale del 13 giugno, quando il sindaco Andrea Biancani aveva assicurato che «nulla viene sprecato» e aveva annunciato la ricollocazione delle palme su Calata Caio Duilio. Il rilievo sollevato dall’interrogazione evidenzia che, alla data del 29 ottobre, gli arredi erano invece accatastati «alla rinfusa» nell’area del Coc, esposti a pioggia e freddo.
Reazioni e critica politica
Alla segnalazione si è affiancata la voce di Roberto Giannotti, rappresentante dell’Osservatorio Pesarese, che ha definito la situazione «espressione di una cattiva gestione della macchina comunale». Andreolli parla apertamente di «spreco di risorse pubbliche» considerando che gli arredi sono stati pagati con fondi provenienti dall’avanzo di amministrazione e che il loro deterioramento potrebbe obbligare a spese analoghe già dalla prossima estate.
L’interrogazione richiede risposte puntuali in aula: dove saranno custoditi gli arredi fino alla prossima stagione, chi ne sostiene la responsabilità e se le palme verranno realmente trasferite sul lungomare del porto come annunciato. Le risposte dell’amministrazione comunale determineranno i prossimi passaggi politici e amministrativi su questa vicenda che tocca sia il piano economico sia quello della gestione del patrimonio urbano.



