Domani sera, nella tranquilla via Gervasoni di Ancona, la routine della dormitoria della Questura è stata interrotta da un suono improvviso: il colpo di pistola che ha cambiato il destino di una giovane agente. La poliziotta di 26 anni, appena arrivata in città per il tirocinio estivo, è stata colpita all’addome intorno alle 10 di domenica mattina. Il ferimento ha richiesto un intervento di emergenza che l’ha vista trasferita in rianimazione presso l’ospedale di Torrette, dove i medici non hanno ancora potuto definire una prognosi certa.
Il ferimento e le condizioni dell’agente
L’agente, ancora in pigiama, è stata trovata a terra nella zona comune dei bagni, un’area riservata agli alloggiati fuori sede. I colleghi presenti sul posto hanno tentato un pronto contenimento dell’emorragia prima dell’arrivo dell’automedica del CRASS e di un’ambulanza della Croce Gialla. Nonostante l’intervento chirurgico tempestivo, la giovane è rimasta in stato di incoscienza ed è stata immediatamente trasferita al reparto di Rianimazione clinica, dove resta sotto osservazione stretta.
Le circostanze del tiro
Le prime ricostruzioni indicano che l’arma utilizzata era la pistola di servizio dell’agente, attualmente sequestrata dalle autorità. Il colpo è avvenuto nella dormitoria, in un’area separata dagli uffici ma condivisa dagli alloggi. Non vi erano turni di servizio in corso; la vittima non era in dovere e, secondo le testimonianze, era appena sveglia. I primi soccorritori, compresi i colleghi intervenuti per primi, hanno osservato il proiettile nella zona dello stomaco, senza riuscire a fornire immediatamente una motivazione del gesto.
Recupero dell’arma e primi rilievi
L’arma è stata prelevata dal luogo del fatto e fornita alla procura per gli esperti del reparto scientifico. Parallelamente, gli operatori sanitari hanno redatto una relazione clinica dettagliata, richiesta dalla Procura per consentire la redazione di un quadro investigativo completo. Finché non arriverà la relazione scritta, il fascicolo rimane privo di ipotesi di reato, lasciando aperta la possibilità di un incidente con arma di servizio o di un episodio doloso.
Le indagini e i passi successivi
Il pm di turno Ruggiero Dicuonzo ha formalmente aperto un fascicolo per avviare le indagini mirate a chiarire le dinamiche del sinistro. Saranno ascoltati i colleghi che hanno compiuto i primi soccorsi e tutti i testimoni presenti nella struttura al momento del sparo. La procura si avvarrà delle ricostruzioni forensi dell’arma, della testimonianza dei soccorritori e della documentazione medica per stabilire se si tratti di un incidente interno o di un atto criminoso.
L’intera comunità della Questura di Ancona, insieme alle famiglie dei colleghi, segue con preoccupazione l’iter clinico dell’agente. Le preghiere per una pronta guarigione sono diffuse tra i carabinieri e i civili, mentre le autorità promettono trasparenza e velocità nelle indagini, al fine di ricostruire con precisione quello che è accaduto nella tranquilla mattina di domenica.



