Un nuovo punto di captazione idrica è stato individuato nell’alta valle del Sentino, vicino all’abbazia di Sant’Emiliano destinato a integrare l’approvvigionamento per i comuni della Valle del Misa da Arcevia fino a Senigallia. I primi rilievi dicono che il pozzo già oggi eroga almeno 15 litri al secondo e, se trivellato ulteriormente entro i limiti progettuali, può arrivare a fino a 30 litri al secondo.
La scoperta è parte di un programma più ampio promosso dal consorzio Gorgovivo che ha finanziato le ricerche con risorse proprie per individuare nuove sorgenti e ridurre la pressione sulla fonte storica. L’obiettivo indicato dai responsabili è assicurare la disponibilità d’acqua potabile nella provincia di Ancona per i prossimi decenni, mantenendo al centro il concetto di sostenibilità.
Localizzazione dei pozzi e fasi dei sondaggi
Il progetto è nato da uno studio identificato con il nome All’origine che aveva inizialmente preso in esame la realizzazione di un invaso al confine tra Sassoferrato e Scheggia e Pascelupo. Dopo la valutazione economica, il presidente del consorzio, Paolo Raffaeli ha spiegato che si è preferito procedere con la realizzazione di un campo prove composto da quattro pozzi pilota: due ubicati a Fosso Rave al confine con Isola Fossara e due in prossimità dell’abbazia di Sant’Emiliano.
Profondità e capacità attese
I lavori di trivellazione hanno già portato il primo foro a raggiungere i 70 metri di profondità. I tecnici indicano che, anche limitandosi a perforare fino a 150 metri (anziché spingersi fino ai 200 metri autorizzati), è ragionevole attendersi portate di circa 30 litri al secondo. Essendo tutte le operazioni riconducibili a un unico bacino, come definito dal piano regolatore regionale, esistono buone probabilità di trovare risorse analoghe negli altri punti individuati dal progetto.
Implicazioni gestionali, economiche e ambientali
Il consorzio ha già provveduto a rafforzare la propria presenza nel sistema di gestione delle risorse idriche acquisendo una quota di minoranza in Viva Servizi per tre milioni di euro pari al 1,9% della società venduta dal Comune di Castelfidardo. La futura gestione del nuovo acquifero e delle opere correlate sarà affidata a Viva Servizi, mentre per la realizzazione dell’acquedotto che collegherà i pozzi si cercheranno contributi ministeriali ed europei.
Dal punto di vista ambientale, i tecnici sottolineano che la falda intercettata è profonda e distinta dalla falda superficiale collegata al fiume Sentino: questo garantirebbe il rispetto del minimo deflusso vitale del corso d’acqua. Inoltre, l’asset delle opere sarà studiato per avere un impatto visivo pressoché nullo: previsto solo l’interramento dei pozzi con tombini chiusi, senza strutture di superficie che possano alterare il paesaggio.
Strategia di uso e tutela dell’acquifero
La linea guida del progetto è sintetizzata nelle parole del presidente del consorzio: “La parola chiave è sostenibilità”. In concreto, la strategia mira a bilanciare la necessità di nuova offerta con la tutela delle risorse esistenti, ossia ridurre il prelievo dalla storica fonte di Serra San Quirico per preservarla nel tempo. Come spiegato, l’intento è non stressare i bacini ma al contempo diminuire la pressione su Gorgovivo: “non stressarli, ma al tempo stesso ridurre il prelievo da Gorgovivo così da preservarla nel tempo”.
Oggi la sorgente storica di Serra San Quirico viene sfruttata con prelievi dell’ordine di 1200 litri al secondo con punte fino a 1300 litri al secondo. Il nuovo sistema dovrebbe consentire una maggiore distribuzione del prelievo tra sorgenti diverse, aumentando la resilienza complessiva della rete idrica provinciale.
Monitoraggio digitale delle sorgenti
Per ottimizzare la gestione dell’erogazione è prevista l’implementazione di un sistema di controllo avanzato: un’intelligenza artificiale che confronterà in tempo reale lo stato di ciascun pozzo e coordinerà le immissioni in rete sulla base delle condizioni idrauliche e di sostenibilità. Questo approccio punta a regolare le portate in modo dinamico, preservando le falde e garantendo continuità d’approvvigionamento ai comuni interessati.
La scoperta del pozzo vicino all’abbazia di Sant’Emiliano rappresenta quindi un tassello operativo di un piano più ampio del consorzio Gorgovivo, che mira a garantire risorse idriche affidabili e sostenibili per il territorio della Valle del Misa.



