Il 23 ottobre 2026 la Giunta regionale delle Marche ha firmato l’adozione preliminare di una proposta di modifica non sostanziale al Piano di Gestione Integrata delle Zone Costiere (Piano GIZC). L’atto avvia, in via formale, l’adeguamento delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) che regolano l’utilizzo del demanio marittimo lungo il litorale marchigiano.
Secondo quanto comunicato dall’assessore regionale all’Ambiente, Tiziano Consoli, la revisione nasce dalla necessità di superare un modello standardizzato che, fino a poco tempo fa, non teneva conto della morfologia particolare della costa né della tradizione delle imprese balneari locali. Il nuovo quadro normativo vuole quindi coniugare la tutela del paesaggio con la continuità dei servizi turistici.
Flessibilità per i comuni e preservazione delle concessioni storiche
Le modifiche ai articoli 12 e 14 delle NTA consentiranno ai singoli comuni di mantenere inalterate le disposizioni già presenti nei piani di spiaggia specifici. In pratica, verrà eliminata l’applicazione rigida della distanza di 100 metri fra gli impianti balneari, permettendo così di confermare le assetti concessori consolidati da decenni. “Con questo atto forniamo una risposta concreta e flessibile alle reali esigenze del nostro litorale e dei nostri Comuni”, ha sottolineato l’assessore Consoli, evidenziando l’importanza economica e identitaria delle imprese balneari.
Conferma delle disposizioni preesistenti
Grazie all’intervento, ogni amministrazione comunale potrà validare le concessioni demaniali già inserite nei piani di spiaggia antecedenti al Piano GIZC, senza dover riorganizzare le ubicazioni degli stabilimenti. Questa misura riduce i conflitti legali e garantisce la certezza del diritto per gli operatori già presenti lungo la costa.
Nuove regole per le concessioni future
Per le concessioni che saranno attribuite a partire da ora, il provvedimento introduce tre cambiamenti fondamentali. Prima di tutto, la lunghezza di costa considerata per riservare una fascia di arenile libero di almeno 20 metri fronte mare passa da 200 a 400 metri, ampliando la zona destinata al pubblico. In secondo luogo, viene prevista una deroga al limite del 25 % di spiagge libere nei comuni dove permangono già dislocazioni storiche, evitando così di destabilizzare gli equilibri economici locali. Infine, si elimina il divieto che impediva la riassegnazione delle concessioni scadute per le quali il titolare non aveva richiesto il rinnovo, favorendo una gestione più dinamica del demanio.
Prossimi passaggi: valutazione ambientale e consigli di corte
Il provvedimento ora entra nella fase di verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e alla Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA). I relativi rapporti tecnici preliminari sono già stati redatti. Una volta completate le valutazioni, la delibera sarà sottoposta alla Terza Commissione consiliare permanente per il parere competente, prima di giungere all’approvazione definitiva. L’intero iter, dalla proposta al voto finale, dovrebbe concludersi entro i prossimi mesi, offrendo ai comuni marittimi la certezza di poter operare entro un quadro normativo più aderente alle loro esigenze.



