24 Giugno 2026 🌤 30°

Minacce con coltello ad Ancona: arrestato l’uomo che ha terrorizzato parenti

Ad Ancona, un uomo ha minacciato due parenti, tra cui la nipote, con un coltello. La polizia è intervenuta con un taser, bloccando l'aggressore. Scopri cosa è successo.

Minacce con coltello ad Ancona: arrestato l’uomo che ha terrorizzato parenti

Ad Ancona, nella notte tra il 17 e il 18 giugno, un uomo ha minacciato due parenti, tra cui la nipote, brandendo un coltello da cucina. L’intervento tempestivo della polizia ha evitato il peggio, ma l’aggressore ha opposto resistenza agli agenti, costringendoli a utilizzare un taser per bloccarlo.

L’episodio si è verificato nella zona di Brecce Bianche, dove gli agenti sono giunti dopo una segnalazione di lite domestica. La vittima, una donna, ha riferito di essere stata minacciata insieme alla nipote da un parente che pretendeva del denaro.

L’intervento della polizia e l’uso del taser

Al loro arrivo, gli agenti hanno trovato l’uomo armato di coltello. Nonostante i ripetuti inviti a deporre l’arma, il soggetto ha continuato a inveire contro gli operatori. Solo quando gli agenti hanno estratto la pistola a impulsi elettrici, l’uomo ha lasciato cadere il coltello, permettendo così di bloccarlo e condurlo presso gli uffici della Questura.

Durante il trasferimento e la permanenza negli uffici di via Gervasoni, l’uomo ha continuato a mostrare una condotta aggressiva, arrivando a scalciare contro la porta della camera di sicurezza fino a danneggiarla. Questo comportamento ha aggravato la sua posizione agli occhi degli inquirenti.

Le accuse e le misure adottate

Alla luce dei fatti, l’uomo è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e deferito per minacce aggravate. Il Pubblico Ministero di turno è stato immediatamente informato della vicenda e ha disposto il trattenimento dell’uomo presso le camere di sicurezza in attesa del giudizio di convalida.

All’esito dell’udienza, l’arresto è stato convalidato e nei confronti dell’uomo è stata applicata la misura degli arresti domiciliari. Questo episodio sottolinea l’importanza dell’intervento tempestivo delle forze dell’ordine in situazioni di Violenza domestica e minacce.

La situazione a Taranto: un caso di accuse infondate

In un caso simile ma con esito diverso, a Taranto, un 29enne è stato agli arresti domiciliari per due mesi con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Tuttavia, durante il processo, è emerso che la vittima era lui. L’uomo è stato assolto con formula piena dopo che l’avvocata Giorgia de Tomasi ha dimostrato che le accuse della sua ex convivente erano infondate.

L’uomo era accusato di aver sottoposto la presunta vittima a continue minacce, vessazioni e percosse durante i tre anni di convivenza. In realtà, la coppia aveva condiviso l’abitazione solo per pochi mesi nel 2026 e un breve periodo nel 2026. Durante questi periodi, l’uomo era stato sottoposto a pressioni che lo hanno spinto a chiedere alla donna di lasciare la sua casa.

Le conversazioni su WhatsApp hanno rivelato che la donna aveva minacciato l’uomo di rovinargli la vita se non fosse tornato insieme a lei. L’avvocata de Tomasi ha depositato migliaia di pagine di conversazioni che hanno ribaltato la verità raccontata dalla donna agli inquirenti. Il giudice Francesco Maccagnano ha assolto l’uomo, rimettendolo in libertà.

L’avvocata de Tomasi ha commentato che sempre più spesso si assistono a denunce infondate per maltrattamenti in famiglia, utilizzate come mezzo di ritorsione. Queste denunce ingrandiscono e distorcono episodi di ordinaria litigiosità, mettendo in moto una macchina che impiega energie, tempo e uomini che potrebbero essere impiegati in situazioni più gravi.

Ancona, ammonimento del questore per persecuzione della ex partner

In un altro episodio ad Ancona, un 40enne è stato ammonito dal questore per aver perseguitato la sua ex partner. L’uomo, non rassegnato alla fine della relazione, ha causato lesioni alla donna con necessità di ricorrere alle cure mediche. Ha inviato messaggi vessatori e persecutori e ha adottato condotte violente.

In un episodio particolare, l’uomo è transitato ripetutamente all’esterno del luogo di lavoro della donna, causandole un grave stato di ansia. I fatti, inseribili in un contesto di violenza domestica hanno portato il questore Capocasa a emettere la misura di prevenzione nei confronti dell’uomo, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e ad astenersi dal commettere condotte analoghe in futuro.

Si tratta del 40° ammonimento emesso dal questore dal primo gennaio 2026. Qualora tali comportamenti non dovessero cessare, diventeranno perseguibili d’ufficio dalle forze dell’ordine senza bisogno di una specifica querela.

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