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Clima in Italia: Ancona primeggia, Nord in difficoltà con caldo e piogge estreme

Ancona si aggiudica il primo posto nella classifica delle città italiane con il clima più vivibile, grazie a sole, brezze marine e assenza di caldo africano. Scopri i dettagli e le posizioni delle altre città.

Clima in Italia: Ancona primeggia, Nord in difficoltà con caldo e piogge estreme

Ancona si è aggiudicata il primo posto nella classifica delle città italiane con il clima più vivibile, secondo l’edizione 2026 dell’Indice di Vivibilità Climatica. Questo riconoscimento è il risultato di un’analisi approfondita che ha preso in considerazione 17 parametri, tra cui eventi estremi, giorni di gelo, raffiche di vento e ondate di calore, basata su oltre 400 milioni di dati meteo relativi a 108 città capoluogo di provincia.

La città marchigiana ha primeggiato grazie al buon soleggiamento alla mitigazione costante delle brezze marine e all’assoluta assenza di caldo africano. Subito dopo Ancona, nelle prime cinque posizioni troviamo solo città del Sud: Bari, Vibo Valentia, Brindisi e Trapani. Meno bene le città del Nord, in particolare quelle della Pianura Padana.

Le città del Nord in difficoltà

Le città del Nord, soprattutto quelle della Pianura Padana, hanno registrato le posizioni più basse nella classifica. Mantova e Cremona, Trento e Sondrio si trovano agli ultimi posti, mentre Roma e Firenze sono una dietro l’altra al 91° e 92° posto a causa soprattutto del caldo e delle notti tropicali. Milano si piazza in 74a posizione, mentre Trieste (13a) è la migliore città del Nord.

“La classifica generale del 2026 rispecchia un andamento registrato, ormai sempre più spesso, dal 2000 ad oggi: il miglior clima italiano si trova nelle città costiere, dalla Liguria a tutto il versante adriatico e alle Isole Maggiori. D’altronde chi può negare il piacere di una bella brezza marina che mitiga il caldo, un maggior soleggiamento e il minor impatto di nebbie o gelate. Con il Riscaldamento Globale gli 8000 km di costa italiana sono un rifugio contro la canicola, anche se le notti estive stanno diventando sempre più afose anche al mare”, dice Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile dei rapporti con i media de il .

Il report annuale e i dati climatici

Il 2026 è risultato il quarto anno più caldo in Italia dal 1800 con un aumento medio delle temperature di 1,77 °C. In 80 capoluoghi su 108 il termometro non è mai sceso sotto i 3 gradi durante il giorno. Anche Milano in area urbana non ha registrato mai un valore sotto questa soglia e solo in periferia è ghiacciato in qualche notte invernale.

Per quanto riguarda i giorni di caldo africano quelli in cui la colonnina di mercurio sale oltre i 34 gradi, troviamo al primo posto Oristano con 45 giornate, Firenze al quarto posto con 42, Roma ottava con 39 giorni, Bologna al tredicesimo posto con 31, mentre Milano ne ha avute ‘solo’ 20, una in più di Napoli. Poche, solo 5, le città italiane che non hanno patito il caldo estremo: Belluno, L’Aquila, Teramo, Campobasso e la regina della classifica, Ancona.

L’indice di calore e le notti tropicali

L’indice di calore che combina temperature elevate e alti tassi di umidità, vede ai primi sei posti le città di Sicilia e Sardegna, con Catania la più afosa con 103 giorni. Le notti tropicali con temperature oltre i 20 gradi sono state più di 110 a Reggio Calabria, Taranto e Palermo, 96 a Genova, 95 a Napoli e 77 a Milano.

Il cambiamento climatico in atto si riflette anche nella frequenza degli eventi estremi (pioggia = 35 mm e vento oltre i 15 km/h): la città più colpita nel 2026 è stata Udine con 10 episodi, Milano al decimo posto con 4, mentre Roma ne ha registrato solo 1. Analizzando il parametro relativo ai giorni di pioggia invece, non si può non notare l’exploit di Milano che ha avuto il 30% di pioggia in più della media con 75 giorni per un totale di 1.300 millimetri di acqua. Roma ha registrato invece soli 59 giorni di pioggia con un cumulato inferiore alla media di circa il 15%.

Per le piogge più intense il primato l’ha conquistato Gorizia. La Sardegna è risultata la regione più ventosa e anche la più siccitosa. Per la prima volta nell’analisi sono stati integrati con modelli di intelligenza artificiale i dati meteo di Era5-Land Copernicus, un database climatico globale sviluppato da Ecmwf (Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine). Particolare attenzione è andata quest’anno all’impatto climatico dell’isola di calore urbano quel fenomeno che interessa meteorologia e climatologia e che determina un microclima più caldo all’interno delle aree urbane cittadine rispetto alle circostanti zone periferiche e rurali.

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