Il primo giorno di scuola ha messo in evidenza una serie di carenze nel trasporto pubblico dei comuni marchigiani e friulani. A Monsano, quattordici ragazzi sono rimasti bloccati alla fermata di Santa Maria perché l’unico autobus diretto a Jesi aveva già raggiunto il limite di capienza. Parallelamente, a Pordenone e Sacile si registra un sovraffollamento tale da costringere gli alunni a viaggiare sui gradini o ad attendere la corsa successiva.
Le segnalazioni dei genitori hanno innescato una risposta da parte delle amministrazioni locali, che hanno avviato contatti con la Regione Marche e con il gestore Conerobus, chiedendo il ripristino di servizi aggiuntivi e l’intervento immediato per garantire la mobilità degli studenti.
Monsano: la corsa soppressa lascia 14 alunni a piedi
Alle ore 07:30, l’autista dell’unico bus di linea della Sacsa che collega Morro d’Alba, Monsano e Jesi ha chiuso le porte al raggiungimento della capienza massima, impedendo l’ingresso a 14 studenti. Il padre di uno dei ragazzi ha riferito che la motivazione sarebbe stata la presenza di “già troppi passeggeri”.
Fino a poco tempo fa, l’azienda Conerobus metteva a disposizione una corsa supplementare della Conerobus per assorbire il picco di traffico nelle ore di ingresso scolastico. Quest’anno, per motivi non chiariti, quella corsa è stata rimossa. Il sindaco Roberto Campelli ha dichiarato di aver contattato la Regione Marche e il dirigente del settore Trasporti, sottolineando che “non è chiaro perché la corsa sia stata soppressa”.
Le stime comunali indicano che almeno 35 studenti potrebbero trovarsi a dover percorrere a piedi il tratto Monsano-Jesi, soprattutto con l’avvicinarsi dell’inverno, quando la mobilità in scooter e moto diminuirà. Il Comune si è offerto di co-finanziare una soluzione temporanea per garantire il servizio.
Un ulteriore nodo critico riguarda gli abbonamenti già acquistati tramite ATMA: molte famiglie si trovano a dover richiedere permessi di lavoro all’ultimo minuto o a ricorrere all’uso dell’auto privata, indebolendo la fiducia nel servizio pubblico di trasporto.
Pordenone-Sacile: autobus strapieni e petizione online
Nel frattempo, a Pordenone, una madre ha acceso l’allarme su un gruppo Facebook, denunciando che gli autobus sulla tratta Pordenone-Sacile sono talmente pieni da costringere gli alunni a viaggiare “sui corridoi e persino sulle scale”. Alcuni ragazzi, infatti, sono rimasti esclusi dal mezzo e hanno dovuto attendere la corsa successiva, nonostante avessero già pagato l’abbonamento.
Il post ha generato centinaia di commenti: genitori che raccontano di dover andare a prendere i figli a piedi, di corse di rinforzo occasionali e di percorsi di ritorno che richiedono fino a un’ora e mezza. Una petizione su è stata lanciata per chiedere a Tpl FVG l’attivazione di corse aggiuntive e una revisione dell’organizzazione.
Un ex autista ha evidenziato i rischi legati al sovraffollamento, segnalando che “la presenza di passeggeri ammassati sui gradini rappresenta una grave violazione delle norme di sicurezza, con il pericolo di apertura accidentale delle porte”. Scuole come l’Isis Zanussi, l’IIS Flora e l’Isis Mattiussi-Pertini hanno confermato le difficoltà, mentre l’ITST Kennedy non ha ancora registrato criticità.
La CGIL locale ha rimarcato che la questione non è un semplice disagio di avvio anno, ma “un problema di organizzazione che tocca il diritto allo studio”. Ha richiesto un più stretto coordinamento tra enti locali, aziende di trasporto e istituzioni scolastiche.
Conerobus in tilt: carenza di personale e mezzi all’inizio dell’orario invernale
Il fenomeno di Monsano e Pordenone si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà per Conerobus. Con l’avvio dell’orario invernale, l’azienda ha dovuto annullare 12 turni a partire dalle 06:30, ricorrendo a personale normalmente impegnato in altri compiti per coprire le corse. La carenza di autisti, dovuta a ferie non ancora rientrate, e i frequenti guasti meccanici hanno ridotto la disponibilità di autobus operativi.
Secondo un autista con anni di esperienza, “l’aumento dei titoli di viaggio e la diminuzione della fiducia nel trasporto pubblico spingono sempre più famiglie a ricorrere all’auto privata”. La mancanza di pezzi di ricambio per le flotte ha ulteriormente aggravato la situazione, lasciando diversi veicoli in officina per periodi prolungati.
Il risultato è una spirale negativa: meno corse disponibili, più studenti costretti a percorrere a piedi o a viaggiare in condizioni di sovraffollamento e un crescente malcontento tra genitori e amministrazioni. Le richieste di corse aggiuntive, il ripristino delle linee estive e un miglior coordinamento con le autorità regionali rappresentano le principali leve per arginare il disagio.


