14 Ottobre 2026 ☀ 19°

CGIL Marche chiede IRPEF progressiva e fondo anti-povertà alla Giunta

Le Marche affrontano un aumento della povertà e la CGIL propone riforme fiscali e sociali urgenti.

CGIL Marche chiede IRPEF progressiva e fondo anti-povertà alla Giunta

Gli ultimi dati pubblicati dall’Istat dipingono un quadro preoccupante per la regione Marche: le famiglie in povertà assoluta sono aumentate del +3,2% rispetto all’anno precedente, mentre l’inflazione ha registrato un +3,4% ad agosto 2026 rispetto allo stesso mese del 2025. Inoltre, sei pensionati su dieci percepiscono meno di 750 euro al mese, rendendo evidente l’intensificarsi del disagio economico sul territorio.

Le richieste concrete della CGIL e dello SPI al governo regionale

Di fronte a questi segnali allarmanti, la CGIL Marche e lo SPI Marche hanno lanciato un appello alla Giunta regionale. Giuseppe Santarelli, segretario generale della CGIL, ha sottolineato che “è il tempo delle risposte alle famiglie, ai lavoratori e ai soggetti più fragili”, ribadendo che sei anni di richieste non hanno prodotto soluzioni e che ora è necessario un intervento deciso, altrimenti seguirà la mobilitazione. Anche Massimo Girolami, a capo dello SPI, ha evidenziato il disagio quotidiano che grava su dipendenti e pensionati, chiedendo un confronto diretto per ottenere risultati concreti.

Rimodulare l’addizionale regionale IRPEF

Il primo punto dell’agenda è la revisione dell’addizionale regionale IRPEF affinché rispetti pienamente il principio costituzionale della progressività. L’obiettivo è far contribuire in misura più elevata i redditi più alti, alleggerendo così la pressione fiscale sui pensionati a bassa soglia e sui lavoratori con salari contenuti. Le risorse recuperate verrebbero destinate a un fondo regionale vincolato per il contrasto alla povertà, garantendo che i soldi non si disperdano ma siano impiegati per interventi immediati.

Fondo anti-povertà e misura di emergenza abitativa

Il fondo proposto dovrebbe finanziare tre aree fondamentali: un sostegno diretto al reddito per le famiglie più colpite, una risposta rapida all’emergenza abitativa attraverso contributi per l’affitto e un fondo per la morosità incolpevole, e infine un potenziamento dei servizi sociali comunali, attualmente sotto pressione. Queste azioni mirano a creare una rete di sicurezza capace di far fronte alle difficoltà quotidiane e di ridurre il rischio di esclusione sociale.

Revisione dei ticket sanitari e impatto del taglio al bollo auto

Un altro pilastro della proposta riguarda il sistema dei ticket sanitari. La CGIL chiede di ampliare le fasce di esenzione legate all’ISEE e di includere categorie particolarmente svantaggiate, come i lavoratori in CIG o chi è in mobilità in deroga, garantendo così il diritto universale alla salute. Parallelamente, la decisione di eliminare il bollo auto comporterà una perdita di circa 80 milioni di euro per il bilancio regionale, con il rischio concreto di tagli ai servizi di welfare e alla sanità, un aspetto che la CGIL vuole discutere urgentemente.

Domanda di un tavolo di confronto sul bilancio

Per evitare che la riduzione di entrate traduca in una diminuzione dei servizi, la CGIL e lo SPI hanno chiesto l’apertura immediata di un tavolo di confronto sulla programmazione finanziaria regionale. L’intento è quello di individuare scelte coraggiose, responsabili e condivise, in modo che le risorse vengano impiegate dove più servono, senza compromettere la qualità della sanità e dei servizi sociali a beneficio dei cittadini più vulnerabili.

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