L’accesso agli atti richiesto dal consigliere comunale del Partito Democratico, Giacomo Petrelli, ha messo in luce una serie di spese per pranzi di lavoro sostenute dall’amministratore unico di Ancona Servizi, Andrea Ciccarelli. Nel periodo che va da gennaio a ottobre 2026, l’importo totale ammonta a 6.600 euro, una cifra considerata eccessiva per la natura delle prestazioni acquistate.
Dettagli delle spese per i pranzi aziendali
Le ricevute esaminate mostrano che ogni pasto è stato fatturato tra i 70 e gli 80 euro a testa, con alcune transazioni registrate anche dopo le 22.00. Gli importi sono stati addebitati direttamente sulla carta di credito aziendale di Ancona Servizi, senza alcuna preventiva giustificazione di spesa. In totale, sono stati effettuati circa 90 pranzi, cifra che supera di gran lunga le normali esigenze operative di un ente pubblico del settore dei parcheggi, della mobilità e dei servizi cimiteriali.
Contesto contrattuale di Andrea Ciccarelli
Il contratto di Ciccarelli, amministratore unico di Ancona Servizi, scadrà nei primi mesi del 2027. Questo ritmo di scadenza è stato evidenziato anche dalle principali testate locali, che hanno ricordato che l’amministratore è stato finora considerato una figura di fiducia dal sindaco Daniele Silvetti, appartenente a Forza Italia. La scadenza contrattuale, tuttavia, ha alimentato le critiche della opposizione, che ora chiede una revisione delle pratiche di gestione delle risorse.
Reazioni del sindaco Daniele Silvetti
Il sindaco Silvetti, a seguito delle rivelazioni, ha dato mandato al segretario generale del Comune, Giovanni Montaccini, di segnalare immediatamente la vicenda alla procura regionale della Corte dei Conti. L’obiettivo dichiarato è quello di avviare un esposto per verificare la correttezza delle spese e valutare eventuali violazioni delle norme di gestione patrimoniale. Silvetti ha inoltre messo in dubbio la permanenza di Ciccarelli, sostenendo che un eventuale rifiuto di dimettersi potrebbe portare alla sua espulsione dal ruolo.
Durante una seduta del Consiglio comunale tenutasi il 28 ottobre, il consigliere Petrelli ha interrogato la giunta sul tema, chiedendo trasparenza e responsabilità nella gestione dei fondi pubblici. Il sindaco ha risposto sottolineando l’importanza di un controllo rigoroso e ha annunciato un incontro imminente tra l’amministrazione comunale e gli organi di vigilanza di Ancona Servizi per fare il punto sulla questione.
Prossime fasi di controllo e possibili conseguenze
Il prossimo passo prevede una riunione tra i rappresentanti del Comune, la Procura regionale e la Corte dei Conti, con l’obiettivo di valutare se le spese effettuate rientrino nei limiti di legge o configurino un abuso di risorse. Il risultato di tale verifica potrà determinare l’avvio di un procedimento disciplinare nei confronti di Andrea Ciccarelli, con la possibilità concreta di una revoca del mandato.
Nel frattempo, la cittadinanza di Ancona segue con attenzione l’evoluzione della vicenda, che mette in luce le tensioni interne tra la maggioranza di centro-destra e l’opposizione di centro-sinistra. Qualunque sia l’esito, il caso resta un esempio emblematico di come la gestione delle spese di rappresentanza possa diventare un tema di rilevanza pubblica quando mancano chiarezza e trasparenza.



