Un violento temporale ha colpito la Vallesina il 3 giugno 2026, lasciando dietro di sé una scia di danni ingenti. La grandine, con chicchi grandi come palle da golf, ha devastato vigneti, auto e infrastrutture in diversi comuni della zona. Ora, le amministrazioni locali stanno raccogliendo le segnalazioni per chiedere alla Regione marche l’attivazione dello stato di calamità naturale.
La raccolta delle segnalazioni
A Cupramontana, il sindaco Enrico Giampieri ha avviato una campagna per raccogliere le segnalazioni dei cittadini. Chi ha subito danni è invitato a inviare documentazione fotografica e una breve descrizione degli eventi tramite PEC o consegnandola all’Ufficio protocollo. Anche il comune di Staffolo ha adottato la stessa procedura, dopo che forti raffiche di vento e grandine hanno colpito il territorio.
I danni più evidenti
L’elenco dei danni è lungo e variegato: auto ammaccate, vetri e infissi lesionati, coperture di fabbricati rovinate e pannelli fotovoltaici danneggiati. Tuttavia, il conto più pesante rischia di arrivare dalle campagne. Nella terra del Verdicchio, tra Staffolo, Cupramontana, Monte Roberto, Montecarotto, Serra de’ Conti e San Paolo di Jesi, la grandine ha investito vigneti e colture proprio in una fase delicata della stagione.
Le vigne ferite
Già nelle ore successive al temporale, i produttori avevano segnalato danni ingenti, con perdite della produzione che in alcune zone potrebbero arrivare fino all’80%. Le immagini circolate sui social e raccolte dal Corriere Adriatico hanno mostrato chicchi di dimensioni eccezionali, auto con i vetri sfondati e filari segnati dalla grandine. La situazione è critica, soprattutto per i viticoltori che stanno per affrontare la raccolta.
Il maltempo e i suoi effetti
La cella temporalesca si è sviluppata nel primo pomeriggio di martedì 3 giugno, scaricando rovesci intensi sulla Vallesina e sull’entroterra. I dati della rete Mir della Protezione civile hanno registrato alla stazione di Montemurello, nel comune di Montecarotto, 31,2 millimetri di pioggia cumulata, con un picco di 10,4 millimetri in 15 minuti. A Barbara il picco è stato ancora più intenso: 15 millimetri in un quarto d’ora. Questi dati testimoniano l’intensità del fenomeno, che ha colto di sorpresa molti residenti.
Le conseguenze per la comunità
La grandinata ha avuto un impatto significativo sulla comunità locale. Oltre ai danni materiali, c’è preoccupazione per le conseguenze economiche, soprattutto per i viticoltori. Le vigne del Verdicchio, una delle eccellenze enologiche delle Marche, potrebbero subire perdite significative, con ripercussioni sul mercato e sull’economia locale. Le amministrazioni comunali stanno lavorando per supportare i cittadini e le imprese colpite, ma il percorso di ripresa sarà lungo e complesso.
In un contesto come questo, l’importanza di una gestione efficace delle emergenze e di una collaborazione tra istituzioni e cittadini diventa evidente. Solo attraverso un impegno congiunto sarà possibile affrontare le conseguenze del temporale e ricostruire ciò che è stato danneggiato.


