Sabato 19 settembre 2026, un temporale improvviso ha avvolto Ancona con nuvole scure e un vento violento. Nel cuore della notte, un fulmine ha colpito direttamente la struttura storica nota come Vecchio Faro situata nel Parco del Cardeto vicino al Vecchio Faro. Il lampo è stato così potente da provocare il crollo di una sezione della torre, facendo tremare le pareti delle abitazioni circostanti e suscitando la reazione di chi ha assistito alla scena. I residenti, ancora scossi, hanno descritto il rumore come “sembrava che fosse caduto un missile” e hanno commentato l’incidente con stupore e preoccupazione.
Il fulmine che ha colpito il Vecchio Faro
Le immagini riportate dai cittadini mostrano la parte centrale della struttura in rovina, con massi di pietra sparsi sul suolo. Le testimonianze raccolte in prima serata hanno evidenziato la percezione di un evento eccezionale: “Hanno tremato le pareti“, ha detto un vicino, mentre un altro ha dichiarato “È un miracolo che i vetri delle finestre non siano andati in frantumi“. Il fulmine ha colpito il punto più alto del faro, provocando la caduta di una serie di blocchi di pietra, che hanno lasciato un segno evidente sulla facciata della costruzione.
Danni visibili e misure di sicurezza
Subito dopo l’incidente, i Vigili del fuoco hanno provveduto a isolare l’area per evitare ulteriori pericoli. I sentieri che salgono da via Birarelli e via del Faro sono stati parzialmente chiusi, consentendo l’accesso solo in zone ritenute sicure. La zona più vicina al Vecchio Faro è rimasta inaccessibile al pubblico, mentre la strada che conduce al nuovo faro è rimasta aperta, ma con divieti di sosta oltre il punto di chiusura. Le autorità hanno esortato i curiosi a non avvicinarsi, sottolineando il rischio di ulteriori cedimenti strutturali.
Interventi delle autorità e prossimo sopralluogo
Il Comune di Ancona ha inviato i propri uffici tecnici sul posto già nella mattina del 19 settembre, accompagnati dall’assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Tombolini. I tecnici hanno effettuato una prima ricognizione per valutare la stabilità residua del faro e per verificare eventuali pericoli per i passanti. In agenda è previsto, a breve, un sopralluogo più approfondito che vedrà la partecipazione di esperti del Demanio del Comune e della Soprintendenza al fine di stabilire le condizioni di staticità e le possibili azioni di restauro.
Ruolo di Demanio, Comune e Soprintendenza
È importante ricordare che, nonostante la posizione nel territorio comunale, il terreno e la costruzione non appartengono al Comune di Ancona ma sono di proprietà del Demanio. Negli ultimi mesi, il Demanio aveva indetto un bando per affidare l’area a un soggetto privato, con l’intenzione di avviare un progetto di valorizzazione. A causa del danno, tutti i piani sono stati sospesi e il futuro dell’intervento resta incerto. Il prossimo sopralluogo servirà a definire se il faro possa essere salvato, quali interventi siano necessari e quale budget sia richiesto per un eventuale restauro.
Il simbolo per la città e le richieste dei cittadini
Il Vecchio Faro eretto nel 1860, è stato per più di un secolo il punto di riferimento per i naviganti e, dopo il suo disuso nel 1972, è rimasto un simbolo della storia di Ancona. Il sindaco Daniele Silvetti ha lanciato un appello a non perdere la speranza, ricordando che il faro rappresenta “la coscienza, la ragione e la volontà di un popolo“. Silvetti ha sottolineato che, nonostante il danno, la comunità vuole vedere il faro restaurato e tornare a considerarlo un punto di riferimento per la città.
Riflessioni del sindaco e del Circolo Il Pungitopo
Emiliano Stazio, presidente del Circolo naturalistico “Il Pungitopo” ha definito il faro “il simbolo del Parco del Cardeto e un elemento distintivo dello skyline anconetano“. Ha aggiunto che il fulmine ha colpito


