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Dragaggio banchina 22 ad Ancona: intervento cofinanziato dal Pnrr per aumentare l’operatività

Il porto di Ancona ha avviato il dragaggio della banchina 22: un intervento di circa dieci giorni, che muoverà 6.000 m3 di sedimenti su 14.500 m2 per riportare il fondale a 10,75 m, con fondi Pnrr e lavori affidati a La Dragaggi srl.

Dragaggio banchina 22 ad Ancona: intervento cofinanziato dal Pnrr per aumentare l’operatività

Nel porto di Ancona sono iniziati i lavori di dragaggio davanti alla banchina 22 un’operazione pensata per migliorare l’accosto e la capacità operativa di una delle infrastrutture commerciali dello scalo. L’intervento è stato avviato il 22 giugno 2026 dall’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrale e coinvolge una serie di elementi tecnici e finanziari significativi.

Lavori progettati per non interferire con il traffico marittimo e affidati all’impresa La Dragaggi srl di Marghera, le attività rappresentano il primo lotto operativo in attesa del progetto complessivo che riguarderà le banchine dalla 19 alla 26. L’azione sfrutta risorse del Pnrr destinate allo sviluppo della logistica nei settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo.

Dettagli tecnici dell’intervento alla banchina 22

L’operazione interesserà un’area di circa 14.500 metri quadrati nello specchio acqueo prospiciente la banchina 22. In termini di volumi, la movimentazione prevista è di circa 6.000 metri cubi di sedimenti che verranno rimossi per ripristinare la batimetria utile all’ormeggio delle unità commerciali.

Obiettivo batimetrico e durata

Il lavoro mira a riportare il fondale alla quota di 10,75 metri sul livello medio del mare parametro considerato necessario per migliorare le condizioni di accosto. La durata stimata dell’intervento è di circa dieci giorni periodo durante il quale le operazioni saranno organizzate per garantire la continuità delle attività portuali e limitare le interferenze con il traffico marittimo.

Assetto finanziario e quadro strategico

Il dragaggio della banchina 22 è cofinanziato nell’ambito del Pnrr attraverso il programma dedicato alla piattaforma di logistica per i comparti agroalimentare e affini. La scelta di utilizzare risorse europee e nazionali consente di anticipare un primo intervento operativo, in attesa del ripristino dei fondi ministeriali necessari per il progetto più ampio sulle banchine dalla 19 alla 26.

Secondo il commissario straordinario dell’Autorità di sistema portuale, Vincenzo Garofalo l’intervento sulla banchina 22 migliorerà l’operatività di una delle infrastrutture commerciali più importanti dello scalo, incrementandone la capacità ricettiva. Si tratta di una manovra puntuale che integra il più ampio programma di adeguamento infrastrutturale previsto per il porto, con ricadute sulla competitività logistica dell’area dell’Adriatico centrale.

Ruolo dell’impresa esecutrice

I lavori sono stati affidati alla società La Dragaggi srl con sede a Marghera (Venezia). L’azienda è responsabile delle fasi operative di escavo e movimentazione dei sedimenti, nonché delle attività di monitoraggio batimetrico per garantire il raggiungimento della quota prevista. L’organizzazione del cantiere prevede misure per la gestione dei materiali dragati e per la sicurezza operativa in prossimità delle aree di transito delle imbarcazioni.

Impatto operativo e prospettive per lo scalo

Intervenire sul calo di profondità davanti alla banchina 22 significa migliorare le condizioni di accesso per navi di maggiore pescaggio e ottimizzare le manovre di ormeggio. L’aumento della capacità ricettiva potrà tradursi in una maggiore efficienza dei tempi di carico e scarico e, sul medio termine, in una più forte attrattività per traffici commerciali legati ai settori agevolati dal programma Pnrr.

Il dragaggio è il primo passo concreto in un percorso più ampio di adeguamento che l’Autorità di sistema portuale intende perseguire per le banchine dalla 19 alla 26 non appena si renderanno disponibili i finanziamenti ministeriali residui. Nel frattempo, l’uso delle risorse Pnrr ha permesso di intervenire in modo mirato e rapido su una criticità che limitava le prestazioni operative dello scalo.

Durante le operazioni, l’Autorità ha assicurato che tutte le attività saranno svolte con attenzione alle normative ambientali e alla sicurezza del traffico marittimo, mantenendo coordinamento con le autorità portuali competenti per ridurre al minimo impatti su servizi e collegamenti. L’esecuzione puntuale dei lavori rappresenta una tappa rilevante per il piano di modernizzazione del porto di Ancona.

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