Sabato nella storia di Ancona si è riunita una folla di oltre un centinaio di giovani, studenti e lavoratori nella storica piazza Cavour. L’incontro, organizzato dal movimento “Tutta l’Italia in piazza” è stato pensato come risposta a quello che i partecipanti definiscono costo della vita insostenibile in particolare per l’energia e i carburanti.
La manifestazione si è svolta in modo pacifico, ma con la presenza visibile delle forze dell’ordine a garantire l’ordine pubblico. I partecipanti hanno sfilato brandendo cartelli colorati, bandiere tricolore e scritte incisive che hanno scandito la piazza per più di due ore.
La protesta in piazza Cavour: numeri e dinamiche
Le autorità comunali hanno registrato la presenza di circa 150 persone molte delle quali sotto i trenta anni. La maggior parte dei manifestanti è arrivata a piedi o con mezzi pubblici, riducendo l’impatto ambientale dell’evento. Il clima è rimasto sereno, senza alcun episodio di violenza, mentre i cartelli hanno attirato l’attenzione dei passanti e dei media locali.
Messaggi sui cartelli e le richieste dei manifestanti
Tra i più vistosi erano slogan come “Abbassate la benzina, non la cultura”, “Il governo sceglie la generazione sbagliata” e “Soldi alla scuola, non alle armi”. Questi messaggi riassumono le tre richieste principali: riduzione dei prezzi dei carburanti, investimenti più consistenti nella sanità pubblica e nell’istruzione e una revisione della politica di difesa.
Le richieste concrete: salari, energia, sanità e scuola
Il volantino distribuito dal movimento riporta dati che mostrano una discrepanza tra l’aumento dei prezzi al consumo (+18,5% dal 2019) e la crescita della spesa media delle famiglie (+7,6% nello stesso periodo). Inoltre, si evidenzia una perdita del potere d’acquisto dei salari dal 1990 ad oggi, stimata intorno al 2%.
Dati sulla sanità e sull’istruzione
Secondo le cifre presentate, i posti letto ospedalieri sono scesi da circa 350.000 nel 1990 a 170.000 oggi, portando l’Italia a tre posti per mille abitanti contro la media OCSE di 4,2. Per quanto riguarda la scuola, la spesa pubblica destinata all’istruzione è pari al 3,9% del PIL inferiore alla media OCSE del 4,7%. I manifestanti chiedono quindi un aumento degli investimenti per ridurre le liste d’attesa e garantire un’istruzione di qualità.
Il movimento “Tutta l’Italia in piazza” e la dimensione nazionale
Il raduno di Ancona è parte di una serie di iniziative coordinate in diverse città italiane, tutte caratterizzate da una gestione apartisanica e da una partecipazione giovanile significativa. A guidare la protesta locale è stata Michela Baldassarri, che ha illustrato le ragioni della mobilitazione sottolineando la necessità di una riforma fiscale più equa e di un maggiore controllo sulle multinazionali.
Il movimento denuncia inoltre l’aumento dell’IVA su prodotti per l’infanzia e la percezione di una politica estera troppo orientata verso la militarizzazione.



