L’Istituto Campana di Osimo, storica realtà culturale di piazza Dante, si è trovato al centro di una contesa che ha coinvolto il Comune, il gruppo di opposizione e il Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche. Dopo la votazione del Consiglio comunale di luglio, avvenuta con la maggioranza all’operazione, il Tar ha emesso una sentenza che annulla la designazione della componente di minoranza al Consiglio di amministrazione (CdA) dell’ente.
Motivi della decisione del Tar: la questione di Gabbanelli
Il nucleo della controversia ruota attorno al consigliere Simone Gabbanelli, il cui passaggio dalla maggioranza al gruppo misto ha consentito la proposta di Liana Chiappa per il posto di minoranza. Il tribunale ha ritenuto che la votazione abbia prodotto tre rappresentanti della maggioranza e una sola figura d’opposizione, violando le disposizioni statutarie che garantiscono una rappresentanza equilibrata. In particolare, la sentenza sottolinea che il gruppo misto da cui è nata la candidatura non era ancora consolidato come minoranza politica, rendendo la nomina formalmente corretta ma sostanzialmente illegittima rispetto allo statuto.
Le reazioni dei protagonisti: maggioranza e opposizione
Il sindaco centre-sinistra Michela Glorio ha difeso la legittimità dell’intera procedura, ricordando che le regole amministrative consentono l’adesione a un gruppo misto unipersonale e che la votazione non era riservata esclusivamente ai seggi di opposizione. Glorio ha inoltre evidenziato le dimissioni di Gabbanelli dalle commissioni di maggioranza e la sua astensione su deliberazioni chiave come il bilancio, la Tari e il piano triennale degli investimenti, a dimostrazione della sua posizione nell’opposizione.
Al contrario, il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Carlo Ciccioli, ha denunciato la mossa come un “gioco di palazzo” volto a sottrarre all’opposizione un seggio legittimo. Ciccioli ha chiesto al Comune di dare immediata esecuzione alla sentenza e di avviare una nuova votazione che rispetti la reale composizione della minoranza, sostenendo che l’Istituto Campana debba essere gestito in modo trasparente e plurale.
Prospettive future: ricorsi e nuova votazione
Di fronte al provvedimento del Tar la maggioranza comunale deve decidere se presentare ricorso al Consiglio di Stato o tornare in Consiglio comunale per una nuova deliberazione. Nel frattempo, il calendario istituzionale resta incerto: la nomina del presidente dell’ente, attesa da mesi, rimane bloccata, e l’intera gestione dell’Istituto rischia di subire ulteriori ritardi. La vicenda, che ha avuto origine nella seconda metà dell’estate precedente con la transizione tra Gilberta Giacchetti e Luigi Giacco, dimostra come una singola decisione di nomina possa innescare una guerra istituzionale tra i due blocchi.
Nel contesto più ampio, la controversia riflette tensioni politiche già evidenti a livello comunale, dove le scelte amministrative vengono spesso contestate da partiti di opposizione che denunciano manipolazioni procedurali. L’esito del caso Campana potrà diventare un precedente per future deliberazioni su rappresentanza di minoranza nei consigli di amministrazione degli enti pubblici, imponendo un maggior rigore nella verifica della stabilità dei gruppi misti.
Resta da vedere se la giunta di Osimo saprà trovare un accordo condiviso o se dovrà affrontare ulteriori ricorsi, prolungando una saga politica che ha già già destato l’attenzione dei cittadini di Osimo e della provincia delle Marche.



