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Due morti e un ferito grave in due incidenti sul lavoro a Ancona e Milano

Incendi mortali e crolli in due cantieri: un operaio ucciso a Ancona, un altro gravemente ferito, e un caduto a Milano.

Due morti e un ferito grave in due incidenti sul lavoro a Ancona e Milano

Nel corso di un’unica serata di fine settembre, due gravissime incidenti sul lavoro hanno colpito l’Italia settentrionale. Il primo, avvenuto nello stabilimento navale di Fincantieri ad Ancona, ha provocato la morte di un operaio e il ricovero in condizioni critiche di un collega. Il secondo, verificatosi nella frazione di Robecco sul Naviglio, nei pressi di Milano, ha causato la morte di un altro lavoratore durante lo svuotamento di un solaio. Entrambi gli eventi hanno innescato immediatamente l’intervento dei soccorsi e l’apertura di indagini da parte delle autorità competenti.

Incendio nella notte a Fincantieri Ancona: una vittima morta e un ferito in condizioni gravissime

Verso le 22:15, durante il turno notturno, due operai impiegati da una ditta appaltatrice stavano svolgendo lavori di saldatura su una nave all’interno del capannone centrale dello stabilimento. Un’improvvisa fiammata ha colpito entrambi i lavoratori. Il primo, un tunisino di 55 anni, padre di famiglia residente ad Ancona, è stato soccorso carbonizzato e, nonostante i tentativi del personale sanitario, è deceduto poco dopo il trasferimento al pronto soccorso. Il secondo, un bengalese di 29 anni, padre di due figli, ha riportato ustioni estensive su diverse parti del corpo; è stato stabilizzato nella Clinica di Anestesia e Rianimazione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ancona e successivamente trasferito al Centro Grandi Ustionati di Pisa per cure specialistiche.

Cause ipotizzate e risposta delle autorità

Le prime ipotesi suggeriscono che la fiammata sia nata da una scintilla prodotta dal taglio con un cannello a acetilene. La Polizia scientifica è intervenuta per raccogliere prove, mentre vigili del fuoco e volanti della polizia hanno gestito l’emergenza sul posto. In risposta al tragico episodio, i sindacati FIOM, FIM e UILM hanno organizzato uno sciopero di otto ore davanti allo stabilimento, chiedendo maggiori investimenti nella sicurezza e una revisione del modello di subappalto che, a loro dire, alimenta il rischio di incidenti.

Caduta da otto metri a Robecco sul Naviglio: la morte di un operaio di 48 anni

Nell’area rurale di Robecco sul Naviglio, un operaio di 48 anni è precipitato da un’altezza di circa otto metri mentre partecipava allo svuotamento del solaio di un edificio. L’evento è avvenuto durante le operazioni di pulizia, insieme a un collega che è rimasto illeso. I soccorsi del 118, affiancati dai vigili del fuoco di Legnano e Abbiategrasso, hanno garantito la sicurezza dell’area e hanno assistito il ferito. Le forze dell’ordine, tra cui i Carabinieri e la polizia locale, hanno avviato le indagini per chiarire le dinamiche della caduta.

Reazioni e provvedimenti dopo la tragedia milanese

Le autorità hanno sottolineato la necessità di rispettare rigorosamente le normative di sicurezza sul lavoro soprattutto in contesti di lavori in quota o di movimentazione di carichi. Anche se le cause specifiche non sono ancora state rese note, la fatalità ha riacceso il dibattito nazionale sulla prevenzione degli incidenti in cantiere e sulla formazione dei lavoratori.

Entrambi gli eventi hanno messo in evidenza le vulnerabilità dei lavoratori impiegati da aziende appaltatrici e hanno richiesto una risposta coordinata tra imprese, sindacati e istituzioni. Le indagini in corso mirano a fare piena luce sui fattori scatenanti, mentre le richieste sindacali di un cambiamento culturale nella gestione della sicurezza continuano a crescere, con l’obiettivo di evitare che tragedie simili si ripetano.

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