Intorno alle 22:15 di martedì 29 settembre, una fiammata improvvisa ha attraversato il centro del capannone dove due operai, impiegati da una ditta esterna, stavano effettuando lavori di taglio su una nave in costruzione. L’incidente, avvenuto nello stabilimento Fincantieri di Ancona, ha lasciato sul pavimento un uomo di 55 anni gravemente ustionato e, poco dopo, il suo collega di 29 anni, di origine bengalese, è deceduto per le lesioni riportate.
Dettagli sulla dinamica dell’incidente e le vittime
Le prime ricostruzioni suggeriscono che la fiammata sia scaturita dall’impiego di acetilene per il taglio del ferro, materiale comune nelle operazioni di assemblaggio navale. L’operaio tunisino, che aveva 55 anni, è stato colpito da una torcia fuori controllo, subendo ustioni di terzo grado; è stato immediatamente soccorso e portato al reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Regionale di Ancona. Il giovane collega, invece, non è sopravvissuto al trauma e il suo decesso è stato confermato in loco. Entrambi i lavoratori erano dipendenti di una società appaltatrice attiva presso il cantiere.
Trasferimento e cure per il superstite
Il sopravvissuto, in condizioni critiche, è stato successivamente trasferito dal reparto di Ancona al Centro Grandi Ustionati di Pisa dove potrà ricevere cure specialistiche. Le autorità sanitarie hanno segnalato che le sue lesioni includono ustioni estese su gran parte del tronco e degli arti, rendendo necessaria una riabilitazione a lungo termine. Il proseguimento del trattamento dipenderà dall’evoluzione delle sue condizioni, monitorate costantemente da un team multidisciplinare.
Reazione dei sindacati e decisione di sciopero
Di fronte alla gravità dei fatti, i sindacati Fiom, Fim e Uilm si sono radunati davanti all’ingresso dello stabilimento, proclamando uno sciopero di otto ore per tutti i turni, compresi i dipendenti delle imprese appaltatrici. Nella nota rilasciata, le organizzazioni hanno definito l’accaduto “inaccettabile“, chiedendo una revisione urgente della cultura della sicurezza, un investimento nella formazione e l’adozione di dispositivi di protezione più avanzati. Hanno inoltre sollevato critiche sull’attuale modello basato su appalti e subappalti, ritenuto responsabile di un elevato numero di incidenti sul lavoro.
Comunicazione dell’azienda e cooperazione alle autorità
Fincantieri ha espresso il suo profondo cordoglio per la perdita del collega tunisino e ha manifestato vicinanza alla famiglia della vittima e al collega ancora in cura. L’azienda ha precisato che l’incidente ha coinvolto esclusivamente due dipendenti di una ditta esterna, ribadendo la completa disponibilità a collaborare con le autorità competenti per chiarire le cause. La Polizia Municipale di Ancona (Polmare) ha avviato le indagini tecniche, raccogliendo testimonianze, esami dei macchinari utilizzati e analisi dei registri di sicurezza del cantiere.
Nel frattempo, le autorità regionali hanno richiesto un rapporto preliminare entro pochi giorni, al fine di valutare se siano necessarie nuove misure di prevenzione per tutti i cantieri navali del territorio. La vicenda ha riaperto il dibattito nazionale sulla sicurezza sul lavoro, mettendo in luce le difficoltà incontrate dai dipendenti di aziende appaltatrici in ambienti ad alto rischio. Resta da vedere quale sarà l’esito delle indagini e quali cambiamenti verranno introdotti per evitare il ripetersi di tragedie simili.



