Il comune di Jesi si prepara a una votazione decisiva: il 29 ottobre il consiglio comunale esaminerà la procedura di autorizzazione per l’insediamento di un deposito di rifiuti inerti non pericolosi nella zona di Coppetella. L’intervento, proposto dalla Franciucci Srl di Treia, prevede lo stoccaggio su un’area di 5.800 mq di fresato d’asfalto, con una capacità massima di 100.000 tonnellate all’anno e 38.000 tonnellate contemporaneamente. La localizzazione precisa è Via Coppetella II 12, inserita in una variante al Piano Regolatore Generale (PRG) ai sensi dell’art. 208 del d.lgs. 152/2006.
Il progetto ha già superato la Conferenza dei Servizi, dove enti come l’Ast, l’Arpam e la Provincia di Ancona hanno espresso pareri favorevoli ma con una serie di prescrizioni. Tra le osservazioni più rilevanti vi sono preoccupazioni relative a polveri, emissioni, rumore, gestione delle acque e protezione della Riserva naturale di Ripa Bianca. Gli enti hanno chiesto che durante l’esercizio dell’impianto vengano adottate rigide procedure di monitoraggio e che le attività vengano gestite in modo da non compromettere la fauna avicola o la falda acquifera locale.
Procedura amministrativa e voto del Consiglio
Nonostante la presa d’atto in Commissione consiliare, la decisione finale spetta al Consiglio comunale, che dovrà valutare la variante urbanistica e l’autorizzazione unica. La pratica è stata inserita all’ordine del giorno con la dicitura “Procedura di autorizzazione … alla realizzazione e alla gestione di un impianto per la messa in riserva (R13)”. La Franciucci Srl ha già ottenuto il consenso preliminare degli organi preposti, ma le liste civiche Per Jesi, Jesiamo e Patto x Jesi hanno chiesto il ritiro della pratica per consentire una più ampia discussione pubblica.
Osservazioni degli enti preposti
Le relazioni dell’Ast, dell’Arpam e della Provincia di Ancona evidenziano una serie di prescrizioni operative: limitazione della velocità dei mezzi pesanti, utilizzo di sistemi di umidificazione e nebulizzazione per ridurre la dispersione di polveri, installazione di barriere arboree a fungo di filtro naturale e controlli costanti sulla qualità delle acque meteoriche. Inoltre, è prevista una soglia massima di tre mezzi pesanti all’ora sulla provinciale di via della Barchetta, ritenuta compatibile con il traffico locale.
Le critiche di cittadini, liste civiche e del Comitato Tutela Salute e Ambiente
Le forze civiche hanno sottolineato la mancanza di trasparenza e di coinvolgimento reale dei residenti, soprattutto in considerazione della vicinanza dell’impianto all’Oasi di Ripa Bianca e alla ciclovia dell’Esino, realizzata con quasi 2 milioni di euro di fondi pubblici. Il presidente del Comitato Tutela Salute e Ambiente Vallesina, Massimo Gianangeli, ha presentato due istanze formali contenenti relazioni tecnico-scientifiche. Tra le osservazioni spiccano la necessità di verificare la completa separazione dei tre impianti presenti in zona (calcestruzzo, conglomerati bituminosi e deposito R13) e la valutazione degli effetti cumulativi sull’ambiente.
Misure di mitigazione proposte dalla Francucci
Nel documento istruttorio la ditta ha dettagliato le strategie per contenere gli impatti: i cumulù di rifiuti saranno coperti da sistemi di bagnatura continua, le aree di manovra saranno dotate di plana di drenaggio e di filtri vegetali. Inoltre, le altezze di caduta del materiale saranno limitate per ridurre la generazione di polveri sottili, e le operazioni di scarico saranno limitate a fasce orarie precise per minimizzare il disturbo ai cittadini. Queste misure, insieme alle prescrizioni degli enti, saranno soggette a controlli periodici durante lo stoccaggio, il recupero e lo smaltimento.
La decisione del Consiglio comunale, prevista per il 29 ottobre, rappresenta quindi il punto focale di un dibattito che coinvolge ambiente, salute pubblica, urbanistica e diritti dei cittadini. L’esito determinerà se l’area di Coppetella diventerà un nuovo polo di attività edilizia e logistica o se il progetto verrà sospeso per ulteriori approfondimenti.



