La Polizia di Stato di Anconalavorando in sinergia con il Servizio Centrale Operativo e l’Interpol di Romaha portato a termine un’operazione che ha portato all’arresto di un cittadino pakistano di 26 anni oggetto di un provvedimento internazionale di cattura emesso dalle Autorità del Pakistan. L’operazione conferma la capacità delle forze dell’ordine italiane di attivare canali investigativi internazionali per casi di grave criminalità.
Secondo le indicazioni contenute nel mandato, il ricercato è ritenuto responsabile di un omicidio avvenuto in Pakistan nel 2026. Le circostanze richiedono ora valutazioni sull’avvio delle pratiche di estradizione, che verranno gestite dalle autorità giudiziarie competenti e sulle quali pesa il quadro probatorio trasmesso dalle autorità estere.
Coordinamento operativo e fase dell’arresto ad Ancona
Le attività investigative che hanno portato al fermo sono state condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Ancona, con il supporto operativo e di intelligence del Servizio Centrale Operativo e dell’Interpol di Roma. Il soggetto, ricercato da oltre un anno, è stato localizzato in città e accompagnato negli uffici della Questura di Ancona per le operazioni di polizia giudiziaria previste dalla normativa vigente. L’arresto è il risultato di un lavoro coordinato che ha sfruttato canali investigativi nazionali e internazionali.
Trasferimento e custodia cautelare
A seguito delle formalità di rito, l’Autorità Giudiziaria ha disposto il collocamento del fermato presso la Casa Circondariale di Ancona – Montacuto. Qui l’uomo è stato preso in custodia in attesa delle determinazioni relative all’avvio delle procedure di estradizione richieste dalle Autorità del Pakistan. Il collocamento in carcere risponde alle esigenze cautelari e alle formalità previste per soggetti interessati da provvedimenti internazionali.
Le accuse contenute nel mandato e contesto del delitto
Il mandato internazionale attribuisce al ricercato la paternità di un atto di violenza mortale avvenuto nel 2026 in Pakistan. Stando agli elementi forniti dalle Autorità pakistane, il fatto sarebbe avvenuto nel contesto di una controversia legata a una disputa fondiaria che coinvolgeva membri della famiglia dell’indagato. Le accuse indicano che, armato di un kalashnikov, il soggetto avrebbe sparato contro la vittima, la quale sarebbe poi deceduta per le ferite riportate; dopo l’azione letale, il ricercato avrebbe continuato a sparare per assicurarsi la fuga.
Queste informazioni sono parte integrante della richiesta di cattura internazionale e saranno al centro delle valutazioni che le autorità italiane e quelle pakistane dovranno svolgere nel corso della procedura di estradizione. Il fascicolo dovrà stabilire la validità giuridica delle prove inviate e il rispetto delle garanzie processuali previste dal diritto internazionale.
Durata della ricerca e elementi procedurali
L’indagine per rintracciare il soggetto è durata più di un anno, periodo nel quale sono stati utilizzati strumenti investigativi di sc



