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Comune di Ancona sollecita la rimozione dei graffiti su corso Garibaldi e via Castelfidardo

Il Comune di Ancona, tramite l'Ufficio decoro urbano del Comune di Ancona, ha iniziato a inviare lettere ai proprietari degli immobili del centro storico, compresi quelli all'angolo tra corso Garibaldi e via Castelfidardo (sede di Bata), per sollecitare la rimozione dei graffiti entro venti giorni. L'azione richiama l'importanza del decoro dopo interventi di riqualificazione attesi da tre anni e cita norme del regolamento di polizia urbana; il sindaco Silvetti ha invitato alla...

Comune di Ancona sollecita la rimozione dei graffiti su corso Garibaldi e via Castelfidardo

Nel centro di Ancona è partita una campagna formale per contrastare il fenomeno delle scritte sui palazzi che si affacciano sugli spazi pubblici più frequentati. L’iniziativa è gestita dall’Ufficio decoro urbano del Comune di Anconache ha predisposto e inviato lettere a proprietari e amministratori condominiali per chiedere la rimozione dei graffiti che deturpano le facciate.

La sollecitazione riguarda in particolare l’area che include Corso garibaldi e le vie limitrofe del centro storicozone oggetto di un progetto di riqualificazione atteso da tre anni e dotate di nuovi arredi urbani e impianto di illuminazione più performante. Tra gli immobili segnalati figura quello all’angolo tra corso Garibaldi e via Castelfidardodove ha sede il negozio Bata.

Lettere e motivazioni rivolte ai proprietari degli immobili su corso Garibaldi e via Castelfidardo

L’azione dell’ufficio ha preso la forma di una comunicazione formale ma di avvio preventivo: le missive invitano i titolari delle superfici a intervenire direttamente per ripristinare le facciate imbrattate. Nella corrispondenza si sottolinea che “Considerata la posizione dell’edificio, la cui facciata risulta pienamente visibile dal luogo pubblico e inserita in un contesto urbano di particolare rilevanza e frequentazione, si evidenzia come tali imbrattamenti incidano negativamente sul decoro e sull’immagine complessiva della città”. La lettura della lettera mette in evidenza la centralità della visibilità pubblica e il danno d’immagine associato agli imbrattamenti.

Il Comune precisa che non intende farsi carico della pulizia a spese pubbliche per evitare possibili contestazioni di danno erariale; per questo si è scelto di partire con un approccio di richiamo e responsabilizzazione dei proprietari, prima di valutare strumenti più coercitivi.

Termini, riferimenti normativi e la posizione del sindaco Silvetti

La lettera fissa un termine per l’intervento: i proprietari hanno a disposizione venti giorniquindi entro fine mese le scritte devono essere rimosse. L’azione fa riferimento all’articolo 17 del regolamento di polizia urbana, aggiornato di recente con elementi più stringenti relativi al decoro urbano. Questa disposizione è citata a supporto della richiesta, che punta a un’esecuzione rapida e coordinata degli interventi.

Il sindaco Silvetti ha commentato la scelta amministrativa, richiamando la responsabilità collettiva: “Il mantenimento del decorso urbano costituisce un valore condiviso” si legge nella comunicazione che riprende la sua posizione pubblica. Nelle dichiarazioni rilanciate dall’amministrazione il sindaco ha aggiunto: “Chiediamo un piccolo sforzo” e ha ricordato il possibile ricorso a sanzioni in caso di inadempienza, avvertendo che “In caso di non ottemperanza, in altre città i sindaci sono passati a fare multe. Non vorrei arrivarci”.

La scelta di cominciare con un invito ufficiale riflette la volontà del Comune di tutelare gli investimenti fatti per la riqualificazione del centro, iniziativa attesa da tre anni e finalizzata a migliorare la vivibilità, l’attrattività turistica e le condizioni per le attività economiche nell’area. L’amministrazione sottolinea che ha già provveduto a interventi di rinnovo e installazione dei nuovi arredi lungo corso Garibaldie ora si aspetta un impegno condiviso da parte dei privati interessati.

La misura rappresenta l’apertura di una fase amministrativa che combina richiamo civico e riferimenti normativi: se le lettere non dovessero produrre gli effetti sperati, rimane aperta la possibilità di azioni successive, che però l’amministrazione preferisce evitare privilegiando la collaborazione tra pubblico e privato.

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