13 Giugno 2026 ☀ 27°

Clabo smentisce i sindacati e chiarisce ruolo della NewCo nel piano industriale

Clabo Spa replica ai sindacati dopo la comunicazione dell'apertura della procedura di licenziamenti collettivi: la società sostiene che la misura è tecnica per agevolare uscite verso la pensione, che la NewCo è funzionale al piano industriale 2026–2030 e che un finanziamento da 10 milioni è già stato confermato da un istituto bancario

Clabo smentisce i sindacati e chiarisce ruolo della NewCo nel piano industriale

La direzione della Clabo S.p.A., con stabilimento a Jesi, ha risposto alle critiche mosse dalle organizzazioni sindacali dopo la notifica dell’apertura della procedura di licenziamento collettivo. In una comunicazione ufficiale l’azienda ha ribadito il proprio impegno nel percorso di rilancio e ha chiarito elementi centrali relativi alla composizione negoziata della crisi alla costituzione di una NewCo e alla situazione della liquidità.

La nota della società sottolinea come, dopo un anno di trattative «costanti, proficue e trasparenti», la preoccupazione sindacale sia emersa in una fase definita cruciale: quella dell’uscita dalla Composizione negoziata della Crisi. L’azienda fa inoltre riferimento a specifici incontri tenutisi con le rappresentanze dei lavoratori, in particolare a una riunione del 5 giugno durante la quale la possibilità di avviare la procedura collettiva sarebbe stata già discussa.

Motivazioni aziendali sull’apertura della procedura e l’obiettivo sociale

Secondo Clabo, l’attivazione della procedura di licenziamento collettivo non rappresenta un’inversione di strategia rispetto all’intenzione della proprietà di tutelare le risorse umane, ma è piuttosto uno strumento tecnico. L’azienda specifica che lo scopo è agevolare uscite prevalentemente su base volontaria di lavoratori prossimi ai requisiti pensionistici, favorendo così un impatto sociale ridotto e consentendo al contempo di adeguare l’organizzazione alle esigenze del nuovo piano industriale.

La società definisce la misura come finalizzata a «minimizzare l’impatto sociale» e a preservare l’efficienza operativa richiesta dalla strategia di rilancio per il periodo 2026–2030. La posizione aziendale ribadisce la priorità accordata alla continuità produttiva dello stabilimento di Jesi e alla centralità delle maestranze nel progetto di riorganizzazione.

Tempistiche e confronto con le rappresentanze

Clabo ricorda che la comunicazione relativa all’intenzione di uscire dalla composizione negoziata è stata condivisa tempestivamente con le rappresentanze dei lavoratori e che l’apertura della procedura è stata anticipata nella riunione del 5 giugno. L’azienda

Finanziamento da 10 milioni e ruolo della NewCo nel piano

Un punto centrale della replica riguarda la liquidità: la direzione afferma che la società non è alla ricerca di nuova liquidità per la gestione ordinaria, perché avrebbe già ottenuto la conferma formale da parte di un primario istituto finanziario per un finanziamento di 10 milioni di euro. Sempre secondo Clabo, alcune interpretazioni dell’assegnazione del prestito avrebbero erroneamente sostenuto che i fondi siano destinati alla società originaria anziché a una NewCo.

Quanto alla NewCo la società spiega che la sua costituzione è una misura funzionale all’attuazione del piano industriale 2026–2030 e alle operazioni di risanamento. Il progetto prevede che tutte le maestranze operative vengano trasferite nella nuova impresa, garantendo la continuità produttiva e la permanenza del sito di Jesi come centro produttivo di riferimento.

Struttura societaria prevista

Nel dettaglio, l’attuale Clabo S.p.A. dovrebbe assumere il ruolo di holding operativa del gruppo, mantenendo le partecipazioni nelle società operative mentre la NewCo diventerà l’entità che eseguirà le attività industriali. L’azienda respinge con forza ogni accusa di mancanza di trasparenza nelle scelte pianificate, sostenendo che il progetto è stato illustrato ripetutamente anche ai sindacati.

La dirigenza conclude la nota esprimendo riconoscenza per l’impegno dei dipendenti durante un anno definito «complesso» e auspicando che le trattative proseguano con spirito costruttivo e responsabile, finalizzate a individuare gli equilibri necessari per il successo del piano e la tutela del futuro aziendale.

Le organizzazioni sindacali, dal canto loro, avevano segnalato di aver ricevuto ufficialmente la comunicazione dell’apertura della procedura il 9 giugno e avevano sollevato dubbi sulla destinazione del finanziamento di 10 milioni, evidenziando la necessità di maggiore chiarezza sulla NewCo e sulle implicazioni per le maestranze.

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