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Ancona Servizi sotto accusa per 6.500 euro di pranzi di rappresentanza

Il sindaco Silvetti minaccia dimissioni per l’amministratore di Ancona Servizi dopo una spesa record con la carta di rappresentanza.

Ancona Servizi sotto accusa per 6.500 euro di pranzi di rappresentanza

Il comune di Ancona è al centro di una polemica che vede il sindaco Silvetti a contrapporsi all’amministratore unico della multiutility, Andrea Ciccarelli. In meno di dieci mesi, il dirigente ha impiegato più di 6.500 euro della carta aziendale per pranzi, cene e consumazioni di rappresentanza, scatenando una reazione che minaccia il suo operato e la permanenza in carica.

Le spese sospette emerse dal controllo del consigliere Petrelli

Il caso è stato portato alla luce da un’interrogazione del consiglio comunale, condotta dal giovane consigliere del Partito Democratico Giacomo Petrelli. Le indagini hanno mostrato 53 consumi di cui 30 al ristorante “Il Bugigattolo” in via del Traffico, dove la spesa complessiva ha superato i 4.000 euro. Tra i singoli importi spicca una fiorentina da 77 euro e più di 690 euro spesi tra l’8 aprile e il 4 maggio per pranzi d’asporto destinati ai dipendenti impegnati nell’organizzazione della Fiera di San Ciriaco.

Altri consumi di valore rilevante

Il resoconto include anche tre pranzi al “Giardino” di viale della Vittoria, due visite al locale “Amarcord”, spese al bar Giuliani, alla trattoria “Ulderico” e al ristorante “Baccà”. Un brunch a “Moldavia” ha previsto spritz, prosecco e cinque paste per un incontro con un consulente aziendale, per un totale di 166 euro. Un’altra spesa notevole è stata la cena del 24 luglio a “Marcello” a Portonovo, dove sono stati acquistati 5 bottiglie di Campanelli San Michele, 9 antipasti di pesce e 7 piatti di spaghetti, per un importo di circa 600 euro.

La risposta decisa del sindaco Silvetti

Silvetti, che ha conferito a Ciccarelli l’incarico ventennale nel febbraio 2024, non ha esitato a dichiarare: “O se ne va da solo, o lo mando a casa io“. Il primo cittadino ha rifiutato di chiamare direttamente l’amministratore, sostenendo che “non ci fosse nulla da discutere”. Di fronte all’attesa di dimissioni che non è ancora arrivata, Silvetti ha comunicato al segretario generale Giovanni Montaccini l’invio degli estratti conto della carta aziendale alla procura e alla Corte dei Conti, avviando così un iter giudiziario.

Convocazione della governance e dei revisori

Nel frattempo, il sindaco ha riunito la governance di Ancona Servizi e i revisori dei conti per chiedere spiegazioni sul perché nessuno avesse rilevato tali spese. La richiesta di chiarimenti è stata accompagnata da una forte critica al concetto di sobrietà nella pubblica amministrazione, definita incompatibile con pranzi da re nei migliori ristoranti della città.

Le indagini future, condotte dalla Procura e dalla Corte dei Conti, dovranno stabilire se le spese siano state sostenute con il pretesto di pranzi di lavoro o se si tratti di un uso scorretto di fondi pubblici. Nel frattempo, la popolazione di Ancona, che quotidianamente paga il parcheggio per recarsi al lavoro o per lo shopping, rimane in attesa di una decisione definitiva sul futuro di Ciccarelli.

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