Il 30 ottobre si è svolto il più ampio sciopero generale indetto dall’Unione Sindacale di Base (Usb) nelle Marche. A Jesi, lo Spazio Comune Autogestito TNT ha aderito attivamente alla mobilitazione, organizzando un servizio di trasporto per tutti i cittadini che volessero raggiungere la manifestazione di Ancona.
Il punto di incontro è stato fissato alle 8.45 in Piazza Porta Valle, da cui è partita la prima corsa intorno alle 9.00. Il pullman, con capacità per circa cinquanta persone, ha percorso la strada verso la regione adriatica con l’obiettivo di facilitare la partecipazione dei residenti di Jesi e dei comuni limitrofi. Per chi desidera ulteriori informazioni o prenotare il posto, è stato indicato il contatto telefonico 328 79 72 093. Il ritorno è stato previsto per il pomeriggio, intorno alle 14.00, al termine della manifestazione.
Il corteo di Ancona: numeri, percorsi e protagonisti
La manifestazione si è concentrata nella storica Piazza Ugo Bassi, dove alle 10.30 si è radunata una folla stimata in circa 10 mila persone. Il corteo ha attraversato il centro cittadino, passando per Via del Piano e raggiungendo infine Piazza Stamira verso le 13.00. Tra i partecipanti vi erano studenti, pensionati, rappresentanti dei centri sociali delle Marche, ma anche membri dell’Unione Portuali Autonomi Dorici (Upad), che hanno dichiarato il proprio rifiuto di caricare o scaricare merci destinate a conflitti armati.
Durante la marcia si sono susseguiti numerosi cartelli e striscioni. Tra i più visibili, quello con il motto “No al carovita di guerra! Costa tutto troppo, ora basta”, che sintetizza le due principali preoccupazioni del movimento: l’aumento dei prezzi quotidiani e la crescente destinazione delle risorse pubbliche al settore militare. Altre affermazioni hanno invocato la solidarietà internazionale, con frasi come “Abbassare le armi e alzare i salari” e “Se è più importante uno Stato rispetto a un popolo, abbiamo perso tutti”.
Le richieste concrete del sindacato e del TNT
L’Usb, coordinatore della protesta, ha formulato una serie di richieste mirate. Tra queste, la necessità di maggiori investimenti nei servizi essenziali – sanità, scuola e abitativo – a scapito delle spese per il riarmo. Il collettivo TNT ha ribadito l’importanza di una mobilitazione capillare, facendo riferimento alle recenti manifestazioni che hanno attraversato l’Europa, sottolineando che il carovita colpisce soprattutto famiglie e lavoratori.
Il portavoce del TNT ha dichiarato: “Scendere in piazza è fondamentale per far sentire la voce di chi ogni giorno deve far fronte a bollette in aumento e a un mercato del lavoro precario”. Parallelamente, i rappresentanti dei portuali di Ancona hanno enfatizzato la loro posizione anti-guerra, evidenziando che nei 113 porti del mondo coinvolti nello sciopero i lavoratori si rifiutano di partecipare a operazioni militari.
La giornata del 30 ottobre ha messo in luce una coalizione eterogenea – studenti, pensionati, operai portuali, attivisti dei centri sociali e membri del TNT – unita da un unico obiettivo: chiedere al governo di riversare le risorse nella vita quotidiana dei cittadini e di fermare l’escalation bellica. Nonostante la forte partecipazione, la manifestazione si è svolta in maniera pacifica, senza scontri con le forze dell’ordine.



