La RSU dell’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche ha sollevato, lo scorso 30 ottobre 2026, una serie di criticità che coinvolgono il personale sanitario di Ancona. I punti dolenti ruotano attorno ai ritardi nei pagamenti dei premi di performance per il 2025, la mancata erogazione dei Differenziali Economici di Professionalità (DEP) e una netta riduzione dei posti part-time disponibili per il 2026.
Le richieste della RSU puntano a far rispettare gli accordi sottoscritti con la Direzione aziendale e a far intervenire il Collegio Sindacale, che è stato citato come responsabile della mancata certificazione dei fondi per gli anni 2025-2026. In assenza di risposte concrete, i dipendenti si trovano in una condizione di forte incertezza economica, aggravata da un contesto di cari vita in continuo aumento.
Premi di performance e DEP: tardiva certificazione dei fondi
Nonostante la firma, a mesi di distanza, dell’ipotesi d’accordo sui premi di performance 2025 e dell’accordo definitivo sui DEP 2025, il personale resta in attesa del riconoscimento delle somme dovute. L’AOU delle Marche ha attribuito il blocco alla mancata certificazione dei fondi da parte del Collegio Sindacale, ma non ha fornito indicazioni precise sui tempi necessari per sbloccare le procedure. La RSU ha formalmente sollecitato chiarimenti, senza tuttavia ricevere alcun riscontro.
Conseguenze per i dipendenti
Questa situazione si traduce in una reale difficoltà per chi dipende da quegli importi per far fronte alle spese quotidiane. L’incertezza sul pagamento dei salari accessori espone i lavoratori a una vulnerabilità finanziaria, con potenziali ripercussioni sulla qualità dell’assistenza offerta ai cittadini.
Contratti part-time: la riduzione del 33,3%
Il nuovo bando del 2026 prevede una contrazione dei posti part-time da 87 a 58, con una caduta di 29 unità, corrispondente a un 33,3% in meno. Tale diminuzione è difficile da spiegare, soprattutto alla luce dell’aumento complessivo del personale sanitario. La RSU avverte che la perdita di opportunità part-time grava in maniera sproporzionata sulle lavoratrici, già gravate da responsabilità familiari e di cura.
Rischio di disuguaglianze di genere
Con la diminuzione delle posizioni part-time, le donne rischiano di subire un aggravamento delle disuguaglianze di genere e di vedere ulteriormente compromessa la conciliazione tra vita privata e lavoro. Il taglio, infatti, riduce le possibilità di organizzare turni flessibili, elemento cruciale per chi deve gestire impegni domestici.
Possibili scenari e minaccia di agitazione
Di fronte a queste difficoltà, la RSU ha annunciato che, qualora non vengano forniti riscontri adeguati, potrebbe valutare la proclamazione dello stato di agitazione del personale. Un simile passo segnerebbe una escalation nelle relazioni sindacali con la Direzione aziendale, potenzialmente impattando sulla continuità dei servizi sanitari offerti ai cittadini della regione.
La combinazione di ritardi nei pagamenti, riduzione dei contratti part-time e deterioramento del dialogo sindacale rappresenta una pressione significativa sul sistema sanitario dell’AOU delle Marche. La risoluzione di questi problemi sarà determinante per garantire la stabilità dell’organizzazione e la qualità dell’assistenza.



