Un nuovo modello organizzativo prenderà avvio a ascoli piceno per rafforzare la presa in carico delle persone con bisogni assistenziali complessi: i medici di medicina generale saranno chiamati a svolgere il ruolo di sentinelle sul territorio, con il compito di individuare i pazienti che possono beneficiare delle cure palliative primarie a domicilio. L’accordo è stato siglato tra l’Azienda sanitaria locale e le organizzazioni sindacali dei medici di famiglia presso l’ospedale Mazzoni, con le attività preparatorie previste da novembre e l’avvio operativo pianificato per gennaio 2027.
Il progetto intende creare un filo diretto tra il domicilio del paziente e le strutture ospedaliere, evitando frammentazioni assistenziali e migliorando la continuità delle cure. I medici di base, una volta riconosciuti i bisogni clinici e assistenziali, attiveranno un percorso che coinvolge gli operatori delle cure domiciliari, gli infermieri di comunità, i servizi sociali e gli specialisti dell’unità operativa di Cure palliative dell’Ast, così da mettere insieme competenze diverse e garantire una risposta integrata.
Tempistiche e attori coinvolti nell’intesa firmata all’ospedale Mazzoni
L’accordo, sottoscritto all’interno dell’ospedale Mazzoni, formalizza la collaborazione tra l’Ast e le organizzazioni sindacali dei medici di famiglia. Le attività preparatorie sono previste a partire da novembre, con l’avvio operativo del progetto fissato per gennaio 2027. Questo calendario consente di predisporre protocolli condivisi, strumenti di segnalazione e momenti formativi rivolti ai medici di base, ai team infermieristici e agli specialisti palliativisti, per assicurare procedure uniformi su tutto il territorio.
Ruoli e procedure definite
Secondo l’intesa, il medico di medicina generale svolgerà la funzione primaria di identificazione del paziente eleggibile, definendo i bisogni clinici e assistenziali e attivando il percorso di cura. Il contatto con l’unità operativa di Cure palliative dell’Ast permetterà il supporto specialistico necessario, mentre gli infermieri di comunità e le équipe domiciliari garantiranno interventi a casa. In questo modo si cerca di ridurre i ricoveri inappropriati ed evitare la frammentazione delle risposte assistenziali.
Significato dell’iniziativa e dichiarazione del direttore generale
Per la direzione dell’Ast il progetto rappresenta un passo verso una rete di cura più coesa: il direttore generale Antonello Maraldo ha definito l’accordo «È soprattutto un segno di grande civiltà, oltre che di evoluzione del ruolo dei medici di medicina generale; una reale integrazione tra ospedale e territorio». Questa espressione sottolinea l’intento di ripensare il rapporto tra assistenza specialistica ospedaliera e servizi territoriali, valorizzando la centralità del medico di base come figura che conosce la storia clinica e sociale dell’assistito.
L’approccio introdotto a Ascoli Piceno è tra i primi a livello regionale a prevedere il coinvolgimento strutturato dei medici di famiglia nella selezione dei pazienti per le cure palliative primarie a domicilio. Tale modello punta a offrire un percorso di presa in carico più efficace per le persone con patologie complesse e bisogni elevati, grazie a un coordinamento che mette insieme competenze cliniche, infermieristiche e sociali, riducendo la discontinuità assistenziale e migliorando la qualità della vita dei pazienti assistiti a domicilio.
Nel complesso, la sperimentazione avviata all’ospedale Mazzoni e coordinata dall’Azienda sanitaria propone una riorganizzazione pratica delle responsabilità cliniche e della comunicazione tra territorio e ospedale, con procedure operative che partiranno dopo le attività preparatorie di novembre e l’implementazione effettiva prevista a partire da gennaio 2027. Monitoraggi e verifiche successive consentiranno di valutare gli effetti del modello sulla continuità assistenziale e sull’accessibilità delle cure palliative domiciliari.



