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Dipendenze in crisi nella Marche, Sardegna lancia 1,6 miliardi di servizi

Le due regioni italiane assumono posizioni opposte: la Marche è al centro del dibattito per un progetto dipendenze tardivo, la Sardegna lancia un ambizioso triennio da 1,6 miliardi per i servizi alla persona.

Dipendenze in crisi nella Marche, Sardegna lancia 1,6 miliardi di servizi

Le recenti decisioni delle Regioni Marche e Sardegna hanno acceso un dibattito su come affrontare le dipendenze e i bisogni sociosanitari dei cittadini. Da un lato, la Marche è sotto accusa per un Piano regionale integrato dipendenze 2026-2028 considerato in ritardo e carente di misure preventive; dall’altro, la Sardegna ha appena approvato il Piano Servizi alla persona 2026-2028 con un investimento totale di 1,6 miliardi di euro, volto a colmare le lacune del welfare regionale.

Critiche al Piano regionale integrato dipendenze 2026-2028 della Regione Marche

Durante la discussione in Commissione sanità, il capogruppo di Avs in RegioneAndrea Nobili ha evidenziato la natura insufficiente del documento, definendolo «un piano che parte in ritardo e mette a rischio cure e progetti». Il relatore di minoranza ha sottolineato la mancanza di una programmazione organica e di un reale impegno nella prevenzione aggiungendo che il progetto rischia di sommare iniziative senza una visione d’insieme.

Ritardi e lacune nella programmazione preventiva

Secondo Nobili, il triennio 2026-2028 è discusso solo alla fine del 2026, il che rende improbabile l’avvio dei nuovi progetti prima della metà del 2027. Questa temporizzazione comporta la perdita di gran parte del primo anno di interventi, con il rischio concreto di interruzioni o sospensioni di percorsi terapeutici già in corso. Inoltre, il legislatore ha lamentato una distanza preoccupante tra la fotografia epidemiologica e gli obiettivi verificabili, citando dati allarmanti: il gioco d’azzardo è aumentato del 44 % rispetto al 2019 e sono 16 mila adolescenti con profili a rischio. Il documento non chiarisce quanti cittadini potranno davvero essere intercettati né i tempi di accesso ai servizi, lasciando aperta la domanda su come costruire una vera politica regionale di prevenzione.

Approvazione del Piano “Servizi alla persona” 2026-2028 in Sardegna

Il Consiglio regionale della Sardegna ha dato il via libera al Piano Servizi alla persona 2026-2028 presentato dalla presidente della Regione e assessora alla Sanità Alessandra Todde. Il provvedimento, adottato dalla Giunta il 10 giugno scorso, rappresenta il ritorno a una programmazione organica dopo quasi vent’anni, con l’obiettivo di integrare servizi sociali, sanitari e sociosanitari per semplificare l’accesso alle prestazioni e garantire risposte più coordinate ai bisogni dei cittadini.

Azioni per un’integrazione sociosanitaria concreta

Il documento prevede il potenziamento dei Punti unici di accesso (PUA) delle Unità di valutazione territoriale (UVT) e del programma Ritornare a casa plus al fine di rendere più fluido il passaggio dalla dimissione ospedaliera all’assistenza domiciliare. Inoltre, il piano prevede il rafforzamento dell’interconnessione tra le Aziende sociosanitarie gli Ambiti PLUS e i Comuni, creando percorsi di dimissione protetta che evitino ostacoli burocratici. Includis in collaborazione con ASPal è dedicato all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, mentre il Reddito di inclusione sociale (REIS) viene coordinato per sostenere economicamente le fasce più vulnerabili.

Misure per anziani, famiglie, giovani e contrasto alla violenza

Tra le priorità spiccano il sostegno all’invecchiamento attivo la promozione di forme di cohousing solidale e intergenerazionale, e il rafforzamento dei servizi per le persone anziane che vivono sole. Il piano dedica risorse al diritto alla casa al contrasto alla povertà e alla violenza di genere con interventi mirati a potenziare la rete di centri antiviolenza e case rifugio. Per i giovani, sono previsti incentivi allo studio, sostegno alla genitorialità e progetti contro la dispersione scolastica. Infine, il programma IN.DO.M.A.U.S. introduce tecnologie domotiche nelle strutture sociali, mirando a migliorare la qualità della vita delle persone fragili, soprattutto nelle aree interne dell’isola.

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