Il 12 ottobre 2026, durante la sessione del Consiglio comunale di Ancona, è stata discussa una mozione proposta dalla consigliera Maria Grazia De Angelis per chiedere maggior tutela ai cristiani perseguitati a livello globale. Nel corso dell’intervento, la consigliera ha lanciato una frase che ha subito acceso i riflettori: “in confronto ad alcune parti del mondo dove i cristiani sono perseguitati, Gaza somiglia a una spiaggia della riviera romagnola”.
Il commento, inteso come metafora per sottolineare la drammaticità di certe zone, è stato percepito come offensivo da vari schieramenti politici presenti in aula, provocando l’uscita di diversi membri dell’opposizione prima della votazione finale sulla mozione.
Il commento che ha provocato la reazione
Secondo i verbali della seduta, la frase è stata pronunciata mentre venivano illustrati i dati relativi a 388 milioni di cristiani che subiscono discriminazioni, violenze e detenzioni in diverse parti del mondo. De Angelis ha tentato di rendere visibile la gravità della situazione con un paragone che, però, ha colto per estranea l’attenzione di parte dell’audience, deviante dal tema centrale della libertà religiosa.
Reazioni delle opposizioni e della maggioranza
Le forze di sinistra presenti in consiglio hanno reagito immediatamente, definendo l’affermazione “inadeguata” e “insensibile” verso la sofferenza dei civili di Gaza. Alcuni consiglieri di maggioranza hanno invece interrotto il dibattito per sottolineare l’importanza di mantenere il focus sulla protezione dei cristiani, chiedendo che il discorso venga riportato alle competenze istituzionali senza creare “polveroni mediatici”.
Le scuse e le motivazioni della consigliera
Nel pomeriggio del 17 ottobre, Maria Grazia De Angelis ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui ammetteva la propria imprudenza verbale. “Sono consapevole che la mia espressione sia stata inopportuna e me ne scuso”, ha affermato, aggiungendo che l’intento era evidenziare la drammaticità di alcune zone dove sono nascosti o detenuti migliaia di cristiani, non sminuire la tragedia umanitaria di Gaza. Ha altresì lamentato che la polemica ha “oscurato i contenuti di un atto” volto a richiamare l’attenzione sulla libertà religiosa.
Il dibattito sulla libertà religiosa e le prospettive future
Nonostante le tensioni, la mozione rimane in discussione al Consiglio. De Angelis ha concluso esortando tutti gli organi politici a unirsi nella denuncia delle persecuzioni religiose, chiedendo che la stessa energia dedicata alla crisi di Gaza possa essere rivolta al sostegno dei milioni di cristiani vittime di violenze. Resta da vedere se la proposta riuscirà a superare le divergenze partigiane e a tradursi in iniziative concrete a tutela della libertà religiosa.



