Sabato 17 ottobre, alle ore 15:54, i cittadini di Moie hanno assistito al taglio del nastro del complesso Radici. L’intervento, inserito nell’ambito del programma Pinqua finanziato dal Pnrr, ha trasformato l’area delle ex scuole in un vero e proprio quartiere residenziale, arricchito da spazi verdi e da una nuova piazza intitolata alla poetessa Alda Merini.
Il progetto Radici: dati, destinazioni e strutture
Il complesso conta 24 alloggi distribuiti su tre tipologie: quattordici unità destinate a persone over 65 autosufficienti, due appartamenti pensati per percorsi di autonomia abitativa rivolti a persone con disabilità e otto alloggi dedicati a giovani coppie. Ogni unità misura circa 58 metri quadrati ed è dotata di sistemi domotici e soluzioni tecnologiche volte a semplificare la vita quotidiana.
Piazza Alda Merini e bosco urbano
Al centro del nuovo insediamento è stata creata la piazza Alda Merini, un luogo di aggregazione che rende omaggio alla poetessa per la sua capacità di dare voce alla fragilità e alla solitudine. Attorno alla piazza sono stati piantati una trentina di alberi – aceri e alberi di Giuda – per formare un piccolo bosco urbano a testimonianza dell’impegno ambientale del progetto.
Dichiarazioni istituzionali e percorso di realizzazione
Il sindaco Sebastiano Mazzarini ha aperto la cerimonia con la frase “Oggi inauguriamo un complesso di cui tutta la Vallesina deve andare fiera”, sottolineando l’importanza intergenerazionale dell’intervento. Ha ricordato che l’idea è nata durante l’amministrazione dell’allora sindaco Tiziano Consoli, oggi assessore regionale, e ha ringraziato gli uffici comunali, i progettisti e le imprese per la loro costanza.
Tiziano Consoli, presente all’evento, ha evidenziato le difficoltà affrontate nella fase progettuale, ma ha anche rimarcato il valore sociale del progetto: “All’inizio avevamo solo un’idea: creare un modello per l’anziano che raccontasse i valori di una comunità”.
Modello di assistenza dell’Asp Ambito 9
Roberta Romagnoli, vicesindaca e assessora alle politiche sociali, ha spiegato che gli alloggi sono sicuri e accoglienti ma non trasformati in strutture assistenziali. Il modello sperimentale dell’Asp Ambito 9, guidato dal direttore Franco Pesaresi, prevede assistenza domiciliare, pasti a domicilio, telesoccorso e teleassistenza, senza costi aggiuntivi per i residenti.
Il presidente dell’Asp, Daniele Tassi, ha contestualizzato l’iniziativa nel più ampio scenario demografico: entro il 2050 le Marche perderanno 150.000 persone, con un invecchiamento marcato, rendendo necessarie strutture come Radici per garantire vicinanza e servizi alle fasce più fragili.
Prospettive future e prossimi bandi
I primi sei appartamenti sono già abitati e funzionano come vetrina del nuovo modello abitativo. Nei prossimi mesi saranno pubblicati i bandi per assegnare le unità destinate alle giovani coppie situate nell’ex area industriale Chiocca di via Torrette. Inoltre, l’intervento ha previsto la realizzazione di spazi associativi e di un centro diurno, destinati a favorire la socialità tra tutti i residenti.
Il murale dell’artista locale Pietro Bini, con la scritta “RADICI” e figure stilizzate, conclude il percorso visuale del complesso, ricordando il simbolismo di “aiuto reciproco” e “vivere insieme”. Il progetto Radici entra ora nella fase operativa, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per la coesione sociale nella Vallesina.



