Il Coordinamento Marche per la Palestina ha annunciato un nuovo presidio previsto per il 20 ottobre, con sede davanti al Comune di Ancona. L’iniziativa si inserisce nella programmazione dei gruppi solidali della regione, che da anni sostengono la causa palestinese e monitorano le dichiarazioni dei rappresentanti istituzionali.
Lo scopo dichiarato dell’evento è partecipare alla successiva seduta del Consiglio comunale e presentare una formale richiesta di dimissioni nei confronti di Maria Grazia De Angelis consigliera comunale di Fratelli d’Italia. La decisione di convocare il presidio è stata motivata da quello che il Coordinamento definisce un “episodio di retorica disumana” che, a loro avviso, minimizza la gravità del conflitto in Palestina.
Il presidio programmato e le sue motivazioni
Secondo il comunicato rilasciato dal Coordinamento, l’evento del 20 ottobre vuole sottolineare il legame storico tra Ancona, città porto e tradizionale punto di accoglienza, e la solidarietà verso la popolazione palestinese. Gli organizzatori hanno precisato che la partecipazione al Consiglio comunale servirà a trasmettere un messaggio chiaro: le parole dei rappresentanti locali hanno un impatto concreto sulla percezione pubblica del conflitto.
Il gruppo ha inoltre evidenziato che la richiesta di dimissioni non è solo un gesto simbolico, ma una risposta a dichiarazioni ritenute “gravissime” per la loro capacità di trasformare un genocidio in una questione religiosa o, peggio, in una sorta di crociata. Il comunicato cita le indagini in corso della Corte penale internazionale e le conclusioni delle Nazioni Unite sulla situazione in Palestina, per dare ulteriore peso alle proprie ragioni.
Le dichiarazioni di Maria Grazia De Angelis e la reazione del Coordinamento
Durante l’ultima sessione del Consiglio comunale, Maria Grazia De Angelis ha affermato: “In confronto ad alcune parti del mondo dove i cristiani sono perseguitati, Gaza sembra la riviera romagnola“. La frase ha rapidamente innescato una serie di critiche da parte di attivisti e cittadini, che hanno definito l’affermazione fuorviante e offensiva.
Il Coordinamento Marche per la Palestina ha definito le parole della consigliera “strumentali, fuorvianti e frutto di una retorica velenosa”. Secondo l’associazione, tali dichiarazioni cercano di ridurre a termini di “conflitto religioso” una realtà di sofferenze massicce e di genocidio riconosciuti a livello internazionale. L’organizzazione ha inoltre sottolineato che la frase è un insulto alla “sensibilità umana e solidale” della popolazione anconitana, la quale da secoli accoglie viaggiatori e rifugiati.
Il contesto internazionale citato dal Coordinamento
Nel suo comunicato, il Coordinamento richiama le conclusioni delle Nazioni Unite che hanno descritto la situazione in Palestina come un caso di genocidio. Viene anche menzionata l’indagine avviata dalla Corte penale internazionale la quale sta esaminando possibili violazioni del diritto internazionale umanitario. Questi riferimenti sono stati inseriti per contestualizzare la gravità delle parole di De Angelis e per rafforzare la legittimità della domanda di dimissioni.
Il presidio del 20 ottobre, quindi, si presenta non solo come una protesta locale, ma come parte di una più ampia rete di iniziative volte a mantenere alta l’attenzione sulla crisi palestinese e a impedire che il dibattito pubblico venga distorto da affermazioni politicamente sensibili.
Il Coordinamento Marche per la Palestina conclude il suo avviso invitando tutti i cittadini di Ancona a partecipare al presidio, sostenendo che l’unione di voci è fondamentale per difendere i valori di solidarietà e rispetto dei diritti umani, valori che la città ha tradizionalmente promosso.



