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Sciopero nazionale Electrolux: 1.450 posti a rischio e stabilimento di Cerreto d’Esi in chiusura

Oggi, 15 settembre 2026, i lavoratori Electrolux scioperano in tutta Italia contro il piano industriale che prevede 1.450 esuberi e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d'Esi

Sciopero nazionale Electrolux: 1.450 posti a rischio e stabilimento di Cerreto d’Esi in chiusura

Un fronte unito, una protesta che attraversa l’Italia. Oggi, 15 settembre 2026, i lavoratori di Electrolux sono scesi in piazza per dire no al piano industriale presentato dall’azienda. La multinazionale svedese ha annunciato un ridimensionamento che prevede 1.450 esuberi e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, con la perdita di 170 posti di lavoro.

La mobilitazione è partita all’alba, con delegazioni provenienti da tutti gli stabilimenti italiani. Da Porcia, dove l’azienda ha sede, i lavoratori sono partiti in pullman per raggiungere Cerreto d’Esi, epicentro della protesta. Un viaggio di mille chilometri tra andata e ritorno, tutto nell’arco di una sola giornata, per essere al fianco dei colleghi e ribadire che la vertenza riguarda l’intero gruppo.

La protesta si estende in tutta Italia

A Cerreto d’Esi, il corteo nazionale ha visto la partecipazione di lavoratori provenienti da Solaro, Porcia, Susegana e Forlì. Bandiere, slogan e canti hanno accompagnato la manifestazione, con cori come “Noi non molleremo mai” a sottolineare la determinazione dei lavoratori. Alla protesta hanno aderito anche rappresentanti delle istituzioni, tra cui il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, la deputata M5s Chiara Appendino e il presidente della regione marche Francesco Acquaroli.

Nel frattempo, a Susegana, i lavoratori che non hanno potuto raggiungere Cerreto d’Esi hanno organizzato un presidio di protesta in portineria, iniziato alle 4 di notte e proseguito per tutta la giornata di sciopero.

Le richieste dei lavoratori

I lavoratori chiedono a Electrolux di ritirare il piano industriale e di rivedere la propria strategia in un confronto con il Governo. Il piano, presentato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, prevede non solo la chiusura di Cerreto d’Esi, ma anche un aumento della produttività oraria, con obiettivi che i sindacati definiscono “inaccettabili”.

“Siamo qui oggi per riaffermare i diritti dei lavoratori e chiedere a Electrolux di ritirare il piano industriale dei licenziamenti”, ha dichiarato Manuel Moretto, segretario generale Fiom Cgil Treviso. “Il mantenimento del settore dell’industria dell’elettrodomestico è fondamentale per salvaguardare l’occupazione e un’attività produttiva nevralgica anche per la provincia di Treviso.”

Le critiche al piano industriale

Il piano di Electrolux prevede anche un ridimensionamento della produzione a Porcia, con una riduzione dei volumi di lavatrici e la cancellazione della produzione di lavasciuga. Nonostante l’annuncio di investimenti per 28 milioni di euro i sindacati ritengono che questi non siano sufficienti a compensare il ridimensionamento complessivo. Il timore è che il piano finisca per tradursi in meno occupazione e meno produzione anziché in un vero rilancio dei siti produttivi.

“La situazione dell’Electrolux richiede un’immediata e forte presa di posizione istituzionale”, ha aggiunto Riccardo Szumski, capogruppo di Resistere Veneto. “A Susegana si corre il rischio di devastare un ricco indotto territoriale facendo danni sociali di lunga portata.”

La vertenza continua

A quattro mesi dall’avvio della vertenza, la distanza tra azienda e sindacati rimane profonda. I lavoratori sono determinati a continuare la lotta, consapevoli che la battaglia non sarà facile. La speranza è che il Governo intervenga per convocare un nuovo tavolo di confronto e trovare una soluzione che salvi i posti di lavoro e garantisca un futuro produttivo agli stabilimenti italiani.

“Saremo lì”, ha dichiarato Nicola Fratoianni, “consapevoli che questa vertenza non riguarda unicamente il destino di uno stabilimento, ma il modello industriale che vogliamo costruire per il nostro territorio.”

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