In un momento in cui l’efficienza del sistema sanitario è sotto i riflettori, la Regione Marche ha deciso di agire concretamente per ridurre le liste d’attesa. Con una delibera approvata dalla Giunta regionale, sono state rese strutturali diverse misure sperimentate con successo tra maggio e agosto 2026. Tra queste, spicca l’introduzione dell’overbooking una strategia che mira a sfruttare al meglio le risorse disponibili.
L’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro ha sottolineato l’importanza di queste iniziative: “Siamo consapevoli che le liste d’attesa rappresentano una sfida complessa, ma i progressi fatti ci incoraggiano a continuare su questa strada.” La sperimentazione, condotta dall’Agenzia Regionale Sanitaria e dal Responsabile Unico dell’assistenza Sanitaria ha dimostrato che queste misure possono fare la differenza.
L’overbooking: come funziona e dove viene applicato
L’overbooking consiste nell’aggiunta di un appuntamento in più nelle agende di visite specialistiche, mammografie, ecografie e MOC per la densitometria ossea. Questo appuntamento aggiuntivo viene inserito all’inizio o alla fine della seduta, permettendo di compensare eventuali mancate presentazioni e di sfruttare al meglio la capacità disponibile. L’obiettivo è recuperare prestazioni che altrimenti rischierebbero di non essere erogate, aumentando così il numero di appuntamenti effettivamente disponibili per i cittadini.
Paolo Calcinaro ha spiegato che “l’overbooking non risolverà da solo il problema, ma contribuirà a migliorare ulteriormente il sistema.” Questa misura è parte di un percorso più ampio che include ottimizzazioni organizzative e una gestione più efficiente delle agende del Cup il Centro unico di prenotazione.
Il riutilizzo degli appuntamenti e la collaborazione tra uffici
Accanto all’overbooking, la delibera rende obbligatorio il riutilizzo degli appuntamenti per tutti i tipi di priorità. I posti che rimangono disponibili a causa di cancellazioni o rinunce possono così essere rapidamente rimessi a disposizione dei cittadini, evitando che restino inutilizzati. Questo contribuisce ad aumentare il numero complessivo delle prestazioni prenotabili.
Diventa strutturale anche la collaborazione tra gli uffici che gestiscono le liste d’attesa e gli Uffici relazioni con il pubblico (Urp) delle aziende sanitarie. L’obiettivo è rendere più efficace il contatto con i cittadini inseriti nelle liste di garanzia, facilitare i richiami e velocizzare l’assegnazione degli appuntamenti quando si liberano nuove disponibilità.
La ‘Priorità di imprenotazione’ e il richiamo telefonico
La Regione interviene inoltre sulla gestione delle agende con la cosiddetta Priorità di imprenotazione. Per alcune prestazioni non comprese tra quelle monitorate dal Piano nazionale di governo delle liste d’attesa (Pingla), quando non è possibile trovare un appuntamento nella classe di priorità indicata dal medico, il sistema può ricercare una disponibilità in una classe successiva, purché siano rispettati i tempi di attesa previsti. Ad esempio, a fronte di una prescrizione con priorità B, può essere proposta una disponibilità in classe D se questa consente comunque di rispettare i tempi previsti.
Tra le misure confermate c’è anche il richiamo telefonico degli utenti da parte del Centro servizi del Cup, per consentire di confermare, spostare o annullare gli appuntamenti. Quando non vengono trovate disponibilità presso la propria azienda sanitaria territoriale, viene confermata la possibilità di estendere la ricerca a tutta la rete regionale, aumentando così le opportunità di accesso alle prestazioni.
Con questa delibera, la Regione Marche ha messo a sistema e reso strutturali le azioni sperimentate per ridurre le inefficienze organizzative, recuperare i posti che rischiano di rimanere inutilizzati e utilizzare in modo più efficace le disponibilità già presenti nelle agende. Un passo importante verso un sistema sanitario più efficiente e accessibile per tutti i cittadini.



