Un nuovo scavo sotto la chiesa di San Gregorio ad Ancona ha riportato in luce una struttura muraria che gli esperti collegano all’età romana. I blocchi visibili sono riconoscibili per la materia prima: la pietra del Conero proveniente dalle cave di Massignano, note per l’uso in epoca antica. Pur non essendoci ancora una datazione definitiva, la presenza del materiale e lo stile murario rimandano al periodo compreso tra il I secolo a.C. e il I d.C, secondo le prime valutazioni degli archeologi.
La scoperta è avvenuta durante lavori condotti dalla Soprintendenza, che ha immediatamente posto sotto osservazione l’area confinante con il Museo Archeologico. L’intervento ha suscitato attenzione non tanto per la semplice emersione di pietre, quanto per il fatto che non era prevista una tale opera in quella posizione: il ritrovamento ricolloca i ragionamenti sulla mappatura urbana di età romana nel centro storico cittadino e richiede ulteriori indagini per chiarire funzioni e cronologie.
Valutazioni degli specialisti
L’archeologa Simona Petrelli, già responsabile degli scavi nel 2004 voluti dall’allora soprintendente Giuliano De Marinis, ha osservato il sito recandosi sul posto. Pur senza entrare nell’area, Petrelli ha sottolineato che i blocchi affioranti mostrano fasi costruttive diverse: alcuni elementi sembrano riferibili all’età romana, mentre altri corrispondono a interventi successivi legati alla chiesa medievale e alle sue trasformazioni tra il XIII e il XVI secolo. La ricomposizione stratigrafica rimane quindi fondamentale per una corretta lettura del reperto.
Interpretazioni preliminari
Secondo la studiosa, è prematuro attribuire l’insieme a una singola funzione monumentale: i blocchi romani non mostrano elementi che li colleghino direttamente all’anfiteatro noto nelle vicinanze. Al contrario, alcune porzioni sembrerebbero parte delle strutture basilicali anteriori alla chiesa attuale. La distinzione tra elementi appartenenti a fasi differenti evidenzia la necessità di un lavoro interdisciplinare, che combini scavo stratigrafico, analisi dei materiali e storica urbanistica.
Il contesto urbano e le potenzialità del sito
L’architetto Pierluigi Salvati, che ha lavorato per anni negli uffici della Soprintendenza di Ancona, considera l’area «archeologicamente viva»: si trova nel cuore della città antica e conserva sovrapposizioni di epoche diverse che offrono spunti importanti per la ricostruzione delle trasformazioni urbane. Per Salvati, il settore va attenzionato e valorizzato, proprio perché contiene potenzialità non ancora completamente esplorate che possono arricchire la conoscenza del paesaggio antico e moderno della città.
Ruolo delle evidenze topografiche
Una prima ricostruzione, supportata anche da rilievi effettuati con drone dalla Soprintendenza, suggerisce che il muro emergente prosegua verso la falesia, ampliando le implicazioni sul rapporto tra area portuale e insediamento urbano. Tuttavia gli esperti ricordano che i rilievi aerei sono uno strumento utile ma non definitivo: è essenziale integrare le osservazioni con indagini sul campo per comprendere se si tratti di una cortina difensiva, di una parete di contenimento o di un’altra tipologia di struttura.
Ipotesi aperte e prossime mosse
Le interpretazioni che collegano la nuova muratura all’anfiteatro o a un muro di cinta restano al momento ipotesi da verificare. Gli specialisti privilegiano un approccio cauto: ulteriori scavi, analisi dei materiali e confronti con le fonti storiche sono necessari per determinare la cronologia e la funzione dell’opera. L’obiettivo è ottenere una lettura stratigrafica chiara che consenta di definire se l’anfiteatro sia stato progettato all’interno o all’esterno del perimetro urbano antico.
Nel frattempo, la comunità scientifica invita alla prudenza e chiede di proseguire con studi accurati: ogni nuovo elemento emerso ha valore per la storia locale e va trattato con rigore metodologico. Solo così sarà possibile trasformare il rinvenimento in conoscenza duratura, restituendo alla città un pezzo della sua memoria senza forzature interpretative.
