9 Ottobre 2026 🌤 21°

Stop temporaneo al banchinamento del porto di Ancona dopo richieste del Ministero della Cultura

Il percorso autorizzativo per il banchinamento al Molo Clementino subisce un ulteriore rallentamento: richieste del Ministero della Cultura sui rendering e sui volumi portano a una sospensione temporanea

Stop temporaneo al banchinamento del porto di Ancona dopo richieste del Ministero della Cultura

Il progetto di banchinamento dietro lo stabilimento di Fincantieri, nell’area del porto antico di Ancona, affronta un nuovo arresto. Dopo le osservazioni inviate dal Ministero della Cultura, l’autorità portuale ha inoltrato una istanza formale per sospendere la procedura per 120 giorni, chiedendo tempi aggiuntivi per produrre integrazioni e approfondimenti tecnici. La misura riguarda la fase di valutazione ambientale, nota come Via-Vas, indispensabile per procedere con la realizzazione delle opere di accosto per grandi navi da crociera.

La richiesta ministeriale ha preso di mira in particolare la rappresentazione visiva del progetto: i documenti di sintesi e i rendering consegnati all’istruttoria sono stati giudicati insufficienti per valutare gli effetti sull’ambiente e sul patrimonio archeologico circostante. In attesa di nuovi materiali più dettagliati, l’autorità portuale ha preferito sospendere l’iter, segnalando che alcune attività dovranno essere affidate a soggetti esterni in conformità al codice degli appalti, per garantire la completezza delle integrazioni richieste.

Motivi della sospensione

Secondo gli uffici tecnici del Ministero, le visioni prospettiche presentate non documentano in modo adeguato l’impatto delle nuove strutture. In particolare, si chiede l’introduzione di fotoinserimenti che comprendano tutti i volumi relativi alla nuova banchina, compresa la presenza della cabina elettrica e delle opere necessarie per il cold ironing. Le integrazioni devono chiarire come le opere incideranno sulla fruizione visiva dell’area archeologica e sulla continuità paesaggistica del porto antico, per consentire una valutazione puntuale dei possibili effetti ambientali e culturali.

Specifiche tecniche richieste

Il Ministero ha delimitato i contenuti attesi: invio di ulteriori scatti fotografici e di esercizi di fotoinserimento che rappresentino l’assetto definitivo del molo con le altezze reali percepibili dal pubblico; elaborati progettuali relativi a un’area di rispetto di almeno cinque metri lungo la cinta muraria, con indicazioni su interventi di valorizzazione a verde; e la dimostrazione concreta, tramite viste multiple, della visibilità o dell’occultamento delle nuove opere. A fronte di queste richieste è stato indicato un termine di 30 giorni per la consegna, benché l’autorità portuale abbia chiesto una proroga di quattro mesi.

Rilevanza amministrativa e ricadute politiche

La richiesta di sospensione arriva in un momento di transizione nella governance dell’ente portuale. Il mandato del presidente Vincenzo Garofalo è formalmente scaduto, ma egli continuerà a esercitare le funzioni fino al 30 giugno in veste di commissario; è previsto l’insediamento del successore, l’onorevole Mirco Carloni (di Fano). La proroga di 120 giorni comunicata dall’autorità portuale lascia intendere che il nuovo presidente dovrà occuparsi delle integrazioni e delle scelte successive, compresa l’eventuale procedura di affidamento a terzi prevista dal codice degli appalti.

Modalità di affidamento e responsabilità

L’autorità portuale sottolinea la necessità di rispettare le norme sull’affidamento delle prestazioni professionali per produrre documentazione integrativa ritenuta più completa e indipendente. Questo passaggio coinvolge attori pubblici e privati, e pone al centro il tema della trasparenza procedurale: la qualità delle nuove analisi e la chiarezza delle rappresentazioni visive saranno decisive per la prosecuzione dell’iter autorizzativo e per la possibilità di avviare i lavori.

Questioni urbanistiche e prospettive locali

Il Comune di Ancona aveva già espresso osservazioni specifiche, richiamando l’attenzione sulla collocazione della cabina elettrica da 50 metri, prevista in prossimità della cinta muraria del porto antico. Tale elemento non era adeguatamente rappresentato nei modelli tridimensionali iniziali, generando perplessità sulla reale incidenza paesaggistica dell’intervento. Per questo motivo il progetto dovrà includere punti di vista fotografici puntuali, con riprese da luoghi simbolici come la Mole Vanvitelliana, via Pizzecolli, via Cialdini e il colle Guasco, per provare la non visibilità o l’effettivo impatto delle navi e delle strutture accessorie.

Prossimi passaggi e scenari

Negli scenari possibili, l’autorità portuale produrrà i materiali richiesti o utilizzerà il periodo di sospensione per incaricare società esterne che realizzino le verifiche richieste dal Ministero. La decisione finale sul rilascio della Via-Vas dipenderà dalla completezza delle integrazioni e dalla valutazione degli effetti sul patrimonio storico e sul paesaggio urbano. Finché permarranno dubbi tecnici e paesaggistici, l’avvio delle opere rimarrà congelato, lasciando aperto il confronto tra istituzioni, cittadini e operatori economici interessati.

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