22 Maggio 2026 ☀ 19°

Murale della legalità ad Ascoli: studenti e Carabinieri uniti in un progetto civico

Nel cortile della scuola un insulto è diventato punto di partenza per un'opera che parla di <strong>legalità</strong>, <strong>inclusione</strong> e responsabilità condivisa

Murale della legalità ad Ascoli: studenti e Carabinieri uniti in un progetto civico

Nella facciata esterna del Liceo Scientifico Orsini di Ascoli Piceno è nato un intervento artistico che porta con sé un messaggio civico: gli studenti dell’Istituto Artistico Licini, insieme ai militari della Compagnia Carabinieri di Ascoli Piceno, hanno trasformato una scritta offensiva in un’opera pubblica dedicata alla legalità. L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto denominato “Contributo alla legalità dell’Arma dei Carabinieri”, pensato per promuovere il senso civico nelle scuole e favorire il dialogo tra istituzioni e giovani.

La scelta di intervenire: dal gesto vandalico al messaggio collettivo

La vicenda è iniziata con il ritrovamento di una scritta sgradevole sul muretto dell’istituto: una frase che intendeva offendere la figura delle forze dell’ordine. Gli studenti, invece di limitarsi a cancellare il segno, hanno deciso di dare valore all’azione rinnovando lo spazio con una proposta artistica. L’operazione di riqualificazione ha coperto la vecchia scritta e l’ha sostituita con un’iscrizione positiva: “la legalità protegge tutti”. Così il vandalismo è diventato l’occasione per riflettere insieme sul significato concreto della legalità e per far emergere una responsabilità collettiva nella cura degli spazi pubblici.

Il simbolo scelto: una bilancia corale

Al centro del murale campeggia una grande bilancia a più piatti, disegnata per rompere con l’immagine tradizionale del peso unico e suggerire invece un equilibrio plurale. Su ciascun piatto sono rappresentate le silhouette di persone di generi, età e provenienze diverse, un esplicito riferimento al valore della diversità e alla convivenza. L’uso della bilancia non vuole solo richiamare la giustizia in senso legale, ma sottolineare anche l’idea che la giustizia è partecipazione e rispetto reciproco, un concetto ribadito dal corpo docente e dalla dirigente scolastica, Cinzia Pettinelli.

Collaborazione tra scuola e istituzioni

La realizzazione dell’opera è il frutto di una sinergia tra studenti e militari: i ragazzi del Licini hanno curato il progetto artistico e la mano esecutiva, mentre la Compagnia Carabinieri ha accompagnato il percorso educativo e logistico. L’iniziativa rientra tra le molte attività che l’Arma svolge nelle scuole con l’obiettivo di diffondere una cultura della legalità e del rispetto delle regole. Questa collaborazione ha trasformato la platea scolastica in protagonista attiva, offrendo agli alunni l’opportunità di partecipare direttamente a un processo di riqualificazione urbana e di cittadinanza attiva.

Un percorso educativo condiviso

Nel dialogo tra docenti, studenti e rappresentanti dell’Arma si è voluto valorizzare il ruolo dell’educazione civica come strumento pratico e non solo teorico: la creazione del murale è servita come laboratorio di cittadinanza, dove si è parlato di responsabilità, rispetto delle differenze e contrasto ai pregiudizi. Gli insegnanti hanno sottolineato come trasformare un insulto in un messaggio costruttivo sia un esempio tangibile di come la comunità scolastica possa reagire ai fenomeni negativi con creatività e solidarietà.

Un secondo murale contro la violenza di genere

Oltre all’opera dedicata alla legalità, gli studenti del Licini hanno inaugurato una seconda opera collocata all’ingresso del plesso, pensata per contrastare la violenza di genere. Questa composizione, interamente realizzata a mano, è composta dai nomi di tutte le ragazze e donne frequentanti l’istituto: un gesto simbolico che intende manifestare vicinanza alle vittime e promuovere una cultura del rispetto. L’intervento sottolinea come l’arte nelle scuole possa diventare strumento di sensibilizzazione su temi sociali urgenti e contribuire a creare ambienti più sicuri e inclusivi.

La giornata di inaugurazione ha dunque rappresentato un momento significativo: i protagonisti sono stati i giovani che, affiancati dall’Arma dei Carabinieri e dal corpo docente, hanno trasformato un episodio negativo in due messaggi positivi rivolti alla comunità. L’esperienza dimostra come la creatività e l’impegno collettivo possano tradursi in azioni concrete di educazione civica, capaci di comunicare valori come inclusione, responsabilità e rispetto per il vivere comune.

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