Chantal Bomprezzi, ex segretaria regionale del Partito Democratico nelle Marche, ha deciso di rompere il silenzio dopo le sue dimissioni, rivelando le motivazioni che l’hanno portata a questo passo. In un lungo post sui social, Bomprezzi ha raccontato la sua versione dei fatti, alternando momenti di passione a dure accuse contro alcuni membri del partito.
Il suo racconto inizia con un riferimento a un percorso interrotto un anno faun progetto che, secondo lei, è stato distrutto in una data precisa: il 28 giugno 2026. In quella data, durante un’assemblea regionale, Bomprezzi afferma di aver subito una prepotenza e violenza mai vistecon un blitz che ha stravolto il progetto politico che stava portando avanti.
Un progetto distrutto e tensioni interne
Bomprezzi descrive quell’assemblea come un momento di scorrettezza mai vistain cui le regole del partito sono state ignorate e gli accordi presi sono stati stravolti. Secondo lei, quel giorno è rimasta quasi sola a difendere il partito e la giustizia di una comunità di fronte agli interessi politici, personali ed economici dei singoli.
La sua decisione di dimettersi non è stata facile. Bomprezzi ha spiegato di aver continuato a lavorare nonostante tutto per senso di responsabilitàma alla fine ha deciso di lasciare perché non voleva essere la causa di ulteriori tensioni. Ha anche parlato di come la sua reputazione sia stata presa a picconate negli ultimi mesi, con accuse infondate che l’hanno spinta a prendere questa decisione.
Un appello ai militanti e al partito nazionale
Nel suo post, Bomprezzi ha rivolto un appello ai militanti e ai dirigenti per bene del partito marchigianoinvitandoli a ribellarsi alle poche mele marce che continuano a fare danni. Ha anche rivolto un appello al partito nazionale, chiedendo più coraggio e sostenendo che nelle Marche si sia persa una grande opportunità di superare le divisioni interne.
Bomprezzi ha chiuso il suo post con un ringraziamento a tutti coloro che l’hanno sostenuta e con un messaggio di speranza, citando le parole di Ornella Vanoni e Tiziano Ferro per esprimere il suo stato d’animo. Ha ammesso di aver fatto errori, ma ha sottolineato di aver messo tutta se stessa in questo progetto.
La storia di Chantal Bomprezzi è un esempio di come le tensioni interne possano distruggere un progetto politico, ma anche di come la passione e la determinazione possano portare a un cambiamento, anche se non sempre con il risultato sperato.



