Portonovo continua a rappresentare una sfida gestionale per chi cerca di conciliare turismo e sicurezza alla baia. In situazioni di alta affluenza, la Zona ad accesso controllato (Zac) dovrebbe fare da filtro per evitare l’ingorgo dei parcheggi a valle, ma i numeri raccontano una storia diversa. Il varco sulla Provinciale del Conero è presidiato da personale che tenta di deviare le automobili verso lo scambiatore a monte, ma senza poteri operativi e con segnaletica limitata.
L’episodio preso in esame evidenzia come, in assenza di un’ordinanza che conferisca strumenti coercitivi, la presenza umana si riduca a un invito persuasivo, una sorta di moral suasion che raramente produce l’effetto sperato. Le conseguenze non sono solo di ordine logistico, ma anche di Sicurezza stradale per chi affronta la curva cieca provenendo da Sirolo.
Il bilancio numerico dell’afflusso
Nella finestra di mezz’ora prima di pranzo sono transitati 114 veicoli che hanno tentato l’accesso alla baia nonostante il semaforo fosse a segnalare il riempimento dei parcheggi La Torre e Lago grande. Secondo il monitoraggio, appena 6 automobilisti hanno accettato di invertire la marcia e utilizzare il parcheggio scambiatore a monte, equivalenti al 7% del totale. Il dato mette in luce che la Zac, così com’è oggi organizzata, opera più come un suggerimento morale che come un efficace sistema di controllo.
Chi scende e chi rinuncia
Dei 114 veicoli in ingresso, 108 sono riusciti a proseguire la discesa: 95 non si sono nemmeno fermati al varco, mentre 19 hanno almeno rallentato o arrestato la marcia. Tra questi ultimi, la maggior parte ha comunque proseguito; soltanto 6 hanno effettivamente optato per lo scambiatore. I motivi dichiarati dai guidatori che ignorano l’avviso sono i più vari: prenotazioni al ristorante, consegne lampo a familiari a bordo o la convinzione di trovare un posto libero in pochi minuti. Nella realtà, il ritorno in cima alla strada è raro e il sistema si basa su una fiducia non verificabile: non esiste un registro o un database che attesti chi abbia diritto alla discesa.
Le cause del malfunzionamento
Alla radice dei problemi ci sono limiti normativi, comunicativi e logistici. Il presidio sul varco non ha strumenti legali per bloccare fisicamente il transito: l’addetto può solo informare e consigliare. Senza un’ordinanza che gli conferisca poteri di interdizione, il controllo resta fragile e spesso inefficace. In più, la segnaletica non è sufficiente per intercettare gli automobilisti prima che il navigatore li guidi verso la baia.
Segnaletica e sicurezza
La posizione del varco, sormontata da una curva cieca per chi arriva da Sirolo, aumenta il rischio di frenate improvvise e di tamponamenti. La mancanza di cartelli informativi chiari e visibili in anticipo significa che molti turisti arrivano sul posto senza conoscere l’esistenza del parcheggio scambiatore: il navigatore indica la strada più breve e loro la seguono. Dove la comunicazione è arrivata in tempo, alcuni automobilisti hanno parcheggiato e hanno poi usato la navetta, trovando la soluzione più comoda e meno stressante.
Comportamenti dei guidatori e soluzioni possibili
I comportamenti osservati vanno dall’inciviltà alla semplice disinformazione: alcuni automobilisti hanno sfidato il consiglio dell’addetto con la speranza di trovare un posto, altri sono passati a pochissima distanza dal personale, mettendo a rischio l’incolumità di chi presidia il varco. Gli abitanti locali sembrano aver fatto esperienza con la Zac e la oltrepassano senza esitazioni, mentre i visitatori sono quelli che più spesso ignorano le indicazioni.
Proposte pratiche
Per rendere la Zac più efficace si possono ipotizzare interventi su più fronti: l’emanazione di un’ordinanza che dia potere al presidio di impedire l’accesso quando i parcheggi sono pieni; l’installazione di una segnaletica preventiva e ben visibile lungo le direttrici di arrivo; il miglioramento della comunicazione online e dei navigatori con informazioni aggiornate sui parcheggi disponibili. Infine, un potenziamento del servizio navetta e un sistema di controllo delle prenotazioni per ristoranti e stabilimenti potrebbero ridurre gli abusi.
In assenza di modifiche strutturali, il rischio è che la Zac continui a funzionare soprattutto come deterrente simbolico, incapace di arginare quel flusso di automobili che trasforma la baia in un parcheggio sovraccarico. La gestione richiede azioni concrete: norme chiare, segnaletica efficace e poteri operativi al personale di presidio.



