Un riconoscimento storico che celebra l’identità culturale delle Marche: i teatri condominiali dell’Italia centrale, tra XVIII e XIX secolo sono entrati a far parte del patrimonio mondiale dell’Unesco. Questo traguardo, frutto di un lavoro di squadra e di una visione condivisa, rappresenta un punto di partenza per la valorizzazione di un patrimonio diffuso e capillare.
Un riconoscimento che premia il sistema culturale
Il presidente della Fondazione Marche CulturaAndrea Agostini insieme al consiglio di amministrazione, ha commentato con entusiasmo questo risultato. “Un grande riconoscimento internazionale che premia una visione, sintetizzata in una parola chiave: sistema“, ha dichiarato Agostini. “Non vince un elenco di teatri, ma un sistema culturale che racconta l’identità di un territorio, un patrimonio diffuso che diventa progetto condiviso.”
La Fondazione Marche Cultura ha svolto un ruolo cruciale nella preparazione della candidatura, collaborando attivamente con la Regione Marche. “Sarebbe miope, oggi, ragionare sulle strutture che hanno ottenuto questo riconoscimento e quelle rimaste fuori”, ha aggiunto Agostini. “I teatri riconosciuti diventano i rappresentanti più autorevoli di una rete diffusa e capillare e il veicolo di una strategia di valorizzazione che interessa l’intera regione.”
Un patrimonio diffuso e condiviso
La Fondazione Marche Cultura ha rappresentato, su incarico della Regione Marche, il “braccio operativo” che ha messo in relazione persone e territori, con l’obiettivo di costruire un’identità condivisa. Sono state elaborate campagne di comunicazione coordinate, progetti editoriali, storytelling digitale e un catalogo video fotografico dei teatri.
“La nostra regione ha ora un secondo patrimonio iscritto ai siti Unesco dopo il centro storico di Urbino inserito nel 1998“, ha continuato Agostini. “Un riconoscimento di respiro collettivo, di cui va dato merito al Ministro della cultura Alessandro Giuli al presidente Francesco Acquaroli all’on. Giorgia Latini per la brillante intuizione che ha dato il via al percorso, all’eccellente lavoro svolto dalla dirigente della Regione Marche Daniela Tisi.”
Un grazie speciale ai collaboratori
Un grazie particolare è stato esteso a Daisy De Nardis che ha coordinato il lavoro, e a tutti i dipendenti e collaboratori della Fondazione. “Non un traguardo, ma una partenza che dà ulteriore slancio ad una stagione straordinaria per la cultura marchigiana”, ha concluso Agostini.
Un’opportunità per il turismo e l’economia locale
Il riconoscimento Unesco offre una straordinaria occasione per accrescere l’attrattività del territorio e generare nuove opportunità per l’economia regionale. Molte di queste strutture, custodite nei borghi, possono richiamare visitatori durante tutto l’anno, favorendo la destagionalizzazione dei flussi e producendo ricadute positive per il commercio, la ricettività, la ristorazione e i servizi.
“L’ingresso dei teatri condominiali dell’Italia centrale nel Patrimonio mondiale dell’Unesco è un traguardo storico per le Marche”, ha dichiarato Massimiliano Polacco direttore di Confcommercio Marche. “È un risultato che sentiamo particolarmente vicino anche alla luce dell’impegno della Confederazione con Impresa Cultura Italia Confcommercio, il coordinamento nato per rappresentare le imprese culturali e creative e rafforzarne il ruolo economico e sociale.”
Gli otto teatri marchigiani inseriti costituiscono la componente più numerosa di un patrimonio diffuso, profondamente legato alla storia e alla vita delle nostre comunità. L’iscrizione nella Lista Unesco offre una straordinaria occasione per accrescere l’attrattività del territorio e generare nuove opportunità per l’economia regionale.
Un riconoscimento che guarda al futuro
Il riconoscimento Unesco e la designazione di Ancona a Capitale italiana della Cultura 2028 rappresentano due tappe di eccezionale rilievo, dalle quali partire per rafforzare il posizionamento delle Marche nel panorama turistico nazionale e internazionale.
Tra i teatri riconosciuti, troviamo il Lauro Rossi e il Feronia di San Severino Marche il Pergolesi di Jesi il Ventidio Basso di Ascoli Piceno il Serpente Aureo di Offida il Teatro dell’Aquila di Fermo il Gentile di Fabriano e il Bramante di Urbania.
Questo riconoscimento rappresenta un punto di partenza per la valorizzazione di un patrimonio diffuso e capillare, che racconta l’identità di un territorio e diventa progetto condiviso. Un traguardo che dà ulteriore slancio ad una stagione straordinaria per la cultura marchigiana.



