Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha ospitato lunedì 5 ottobre un tavolo di confronto a Ancona. Alla riunione erano presenti il ministro Adolfo Urso il presidente della Regione marche Francesco Acquaroli l’assessore al Lavoro Tiziano Consoli i rappresentanti sindacali e la dirigenza di Electrolux. Lo scopo principale era valutare la situazione del sito produttivo di Cerreto d’Esi oggetto di una vertenza che minaccia la chiusura dell’impianto.
Le richieste della Regione e i tre pilastri della difesa territoriale
Acquaroli ha ribadito che la sua azione si fonda su tre pilastri tutela industriale dello stabilimento, salvaguardia dei posti di lavoro e difesa della competitività del territorio. Il presidente ha sottolineato che, sebbene il nuovo piano industriale proposto da Electrolux escluda la chiusura dell’impianto, la soluzione di reindustrializzazione con un advisor non garantisce la stessa sicurezza per i lavoratori rispetto a una grande realtà aziendale. Per questo la Regione ha chiesto di mantenere aperto il dialogo prima di prendere decisioni definitive.
Timori legati alla sostituzione dell’attività produttiva
Secondo Acquaroli, il rischio è che una nuova gestione più ridotta non possa garantire gli stessi diritti occupazionali. La regione teme una perdita di certezze sia per i dipendenti sia per l’intera economia locale, soprattutto in un settore considerato strategico a livello europeo. Il presidente ha inoltre ringraziato il Governo per le iniziative a livello europeo a sostegno del comparto degli elettrodomestici, indicando possibili prospettive positive.
Il nuovo piano industriale di Electrolux
Durante l’incontro l’azienda ha illustrato il proprio piano aggiornato. A livello nazionale prevede 1.250 uscite volontarie incentivate nell’arco di tre anni, di cui 600 impiegati e 650 operai. Parallelamente è stato annunciato un investimento complessivo di 90 milioni di euro destinato all’Italia, con parte di questi fondi volti allo sviluppo di nuove linee produttive anche nel sito di Cerreto d’Esi. Electrolux ha quindi presentato una proposta che, pur includendo volumi importanti di dimissioni, punta a mantenere viva l’attività produttiva attraverso la reindustrializzazione.
Acquaroli ha concluso ribadendo la necessità di vedere attuati concretamente gli impegni assunti dall’azienda. La Regione resta in attesa che Electrolux dia seguito alle aperture manifestate durante il tavolo e dimostri la volontà di mantenere la presenza produttiva a Cerreto d’Esi. Il prossimo incontro, sempre al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, è stato programmato per il 29 ottobre, data che segnerà un ulteriore momento di verifica sulla reale fattibilità del progetto di reindustrializzazione.



